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Skorupski:

Juventus-Bologna 2-0: il Tosco l’ha vista così…

Se avessimo fatto anche ieri sera una partita alla morte, come contro la Roma, allora si sarebbe potuto parlare di salto di qualità. Invece, purtroppo, così non è stato.
Siamo indietro nel progetto di squadra di cui andare orgogliosi, vero spartiacque per quei tifosi, come il sottoscritto, che vogliono vedere sempre vendere cara la pelle, Juve o Frosinone che sia.
Questa è la grande delusione del match di ieri sera, mica il risultato.
Al di là dei limiti tecnici, sono i limiti caratteriali a lasciarmi perplesso. E se non si cambia mentalità, questo rimarrà un ostacolo invalicabile per il Bologna e per noi.
Prima delle differenze di valori, ci sono delle resistenze mentali dure da sconfiggere, delle sudditanze concettuali che risiedono ormai inesorabili nelle menti di chi progetta calcio sotto le Due Torri.
Il dato preoccupante che emerge dalla gara contro i bianconeri è che, nonostante il cambio di tecnico e di gran parte della rosa, non è cambiato l’atteggiamento remissivo, al limite del concedersi e del ‘basta che non mi fai troppo male’.
Così non ci siamo.
So che molti di voi ora mi parleranno − come peraltro ho fatto io ieri − di troppa differenza di valori. Ma il coraggio e la giusta mentalità non si comprano al calciomercato, si costruiscono giorno dopo giorno, in campo e negli spogliatoi, dalle giovanili fino alla Prima Squadra.
Non contano simboli o loghi belli lucidati e rivisitati e slogan americanizzati, contano di più la faccia cattiva e qualche calcione rifilato in qua e in là, per far vedere di esistere, almeno per resistere.
Invece ci si arrende al solito strapotere, non solo tecnico ma anche psicologico. Loro sono certamente più bravi, ma chissà perché anche più cattivi.
Lo ribadisco: mentalità, si chiama mentalità!
Non slogan, annunci bellicosi prima e poi prestazioni arrendevoli, ma maroni fumanti e vendere la pelle a caro prezzo, perché la sfida con l’Udinese la si preparava meglio così.
Paura di stancarsi o infortunarsi? Nel Bologna attuale abbiamo visto che di titolari ce ne sono pochi o forse nessuno, per cui uno vale l’altro e questo timore non dovrebbe esserci.
Era necessario fare un’altra partita, proprio per dimostrare al campionato che qualcosa era cambiato, che i rossoblù non si concedono a nessuno.
Invece siamo stati i soliti.
L’unica speranza è che il lavoro di Inzaghi debba passare ancora da qualche inciampo come ieri sera, altrimenti comincio a barcollare anch’io.
Vorrei un cambio di mentalità, non tacchi e rabone ma corsa e sudore, falli e spintoni.
Non è una critica ai giocatori o all’allenatore, ma ai dirigenti e al patron Saputo.
Ecco, Saputo. Per me di soldi ne ha tirati fuori anche troppi, adesso deve tirare fuori i maroni, così da obbligare anche gli altri a vedere se li hanno o se li tengono solo sul comodino per usarli alla bisogna, quasi per vantarne il possesso e non l’utilità.
I maroni servono solo se si usano…

Tosco – Radio 1909

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