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La rigidità di uno schema: ecco il Cagliari

La rigidità di uno schema: ecco il Cagliari

Mister Maran, nuovo in terra sarda dopo gli anni tutto sommato positivi al Chievo (escludendo naturalmente l’epilogo, ma si sa, nel calcio sono merce rara sia la riconoscenza che la capacità analitica), sta cercando di imporre il proprio marchio di fabbrica, quel 4-3-1-2 che tante soddisfazioni gli ha dato, ripensando proprio alle ultime stagioni veronesi.
A Cagliari, però, Rolando sta facendo fatica a trovare l’interprete giusto per quello che è uno dei ruoli basilari del sopracitato schema, il trequartista. Un ruolo che accende antiche fantasie, ma che nel calcio moderno, in realtà, è più un equilibratore che un rifinitore, un centrocampista aggiunto, un sostegno per l’attacco.
E qui sta il dilemma di Maran.
Se quel ruolo lo affida a Joao Pedro, ne guadagna in termini di fantasia e pericolosità offensiva, perdendo capacità interditiva (immagine 1). E con un atteggiamento così basso e corto, il brasiliano servirebbe forse di più come seconda punta.

Immagine 1

Se invece il prescelto, come peraltro capitato spesso, è Ionita, il centrocampo ne guadagna in forza e pressing (immagine 2), ma perde qualcosa in termini di dribbling e capacità di creare superiorità numerica.

Immagine 2

In un’occasione è stato provato anche il giovane Barella, che interpreta il ruolo con fisicità, un dinamismo fuori dal comune e qualità balistiche da fuori area davvero. Tuttavia, tali caratteristiche vengono poi a mancare alla linea mediana, dove invece il suo contributo, quello del croato Bradaric come vertice basso, dell’argentino Castro come incursore e finalizzatore, e del capitano Dessena come mastino a tutto campo, creano un reparto di tutto rispetto.
La linea difensiva è l’altro problema ancora irrisolto di Maran.
L’ex Liverpool Klavan, difensore di grande esperienza, sta trovando qualche difficoltà di adattamento al nostro campionato. Romagna, pur essendo a disposizione, ha guardato le ultime partite dalla panchina. La corsia di destra ha nell’esperto croato Srna una sicurezza, ma a sinistra si è aperta una falla dopo l’infortunio del titolare, il greco Lykogiannis. Ceppitelli, Andreolli e Pisacane chiudono le rotazioni insieme al jolly di fascia Faragò e all’eterno Padoin, ma la quadratura del cerchio sembrerebbe ancora lontana.
L’attacco, invece, poggia tutto sulla fisicità e sulla capacità realizzativa di Pavoletti, autore di due gol e particolarmente ispirato – come sempre del resto – nel gioco aereo (Immagine 3), dove può sfruttare centimetri e forza quando i compagni riempono l’area e lui può svettare nell’uno contro uno.

Immagine 3

Farias e Sau sono complementari agli strappi in campo aperto e ai varchi che può aprire Pavoletti, ma non paiono decisivi nelle intenzioni di Maran, che li alterna senza trovare la spalla ideale per il centravanti titolare. E anche sulla prima linea, come detto, è forte l’indecisione di mister Maran su come far interpretare il ruolo alle spalle delle punte: Joao Pedro o Ionita? Io mi toglierei il dubbio facendo giocare il brasiliano seconda punta e il moldavo trequartista, ma io sono io…
Credo che solo risolvendo questo equivoco tattico il Cagliari si aprirà la strada verso quella continuità di risultati che comunque la rosa, almeno sulla carta, dovrebbe garantire. Oppure resteremo stupiti dinnanzi a nuove soluzioni tattiche, anche se il buon Rolando non ne sembra il tipo. La sua carriera parla da sola, e racconta di una persona solida e concreta, difficilmente incline a tentativi estemporanei.

Tosco – Radio 1909

© Riproduzione Riservata

Foto: Getty Images