L’offerta indecente

Ancora tutti a tirare per la giacca Saputo, ‘reo’ stavolta di non aver ancora avanzato «l’offerta indecente» a Mihajlovic per convincerlo a restare con noi.
Di indecente c’è, semmai, questa campagna atta a voler a tutti i costi costringere il proprietario del Bologna ad andare oltre a quelle che sono le sue intenzioni di spesa. Di tirare fuori la ‘pilla’, insomma.
E perché io dovrei essere contrario a tutto ciò? Se Saputo spende, magari il club acquista giocatori migliori e può compiere quel salto di qualità tanto sperato.
Perché è il pulpito dal quale arrivano queste richieste che mi preoccupa.
Questa sorta di ‘telodiciamonoicomesifacalcio’, uscito dalle bocche o dalle tastiere di una critica nostrana che ha mostrato nel tempo di non essere propriamente lungimirante, mi intristisce e mi fa pensare che si tirino volate ad altri o ad altro, come già accaduto in passato.
Ma è pensabile che la società Bologna non stia facendo tutto il possibile per trattenere Mihajlovic?
Ma è pensabile che possa non essere una questione di soldi ma di ambizioni personali o progetti di vita?
E quanto dovrebbe sborsare Saputo a ‘sto giro per convincere Sinisa a rimanere? Cinquanta? Cento? Dite, dite…
L’offerta indecente…
Di indecente c’è questo modo di ragionare. Non capire che Sinisa, se resterà, lo farà ben consapevole che il Bologna potrà offrirgli una squadra con qualche innesto, ‘qualche’ e poco più è il ragionamento da fare.
E resterà convinto di poter dare quel qualcosa in più che un allenatore carico può e deve dare: motivare e determinare, come ha fatto quest’anno.
Il resto sono solo congetture atte a destabilizzare l’ambiente, perché sono già tutti pronti coi fucili ad impallinare Saputo, nel caso.
«Qui non esiste un progetto!». E a proposito, «Saputo plumone» è già stato detto?
Infatti siamo venuti in Serie A e ci siamo rimasti per almeno quattro anni perché abbiamo avuto solo fortuna, mentre gli altri, naturalmente tutti più bravi di noi, «c’hanno il progetto».
Le società si gestiscono con il controllo dei costi e dei ricavi, ci arriva anche un modesto ragioniere come il sottoscritto, ma loro no, preferiscono stravolgere il piano finanziario per vedere un Gabbiadini o un Tonelli a caso.
Ho fatto forse due esempi sbagliati? Direi di no.
Erano questi i calciatori tanto richiesti da coloro che oggi pretendono di più da Saputo.
E se il Bologna li avesse acquistati e avessero poi fatto la pietà che hanno fatto in questo campionato?
La risposta è semplice: avrebbero detto che «a Casteldebole non sanno fare calcio»…
Io continuo a fidarmi di Joey: farà a Mihajlovic l’offerta più consona rispetto a quanto questa società può permettersi.
Se il nostro mister accetterà sarò felicissimo, altrimenti un caloroso grazie a un affettuoso arrivederci, anche se naturalmente sarei dispiaciuto.
Non stravolgerei mai i piani aziendali per andare dietro a chi di mestiere fa critica con previsioni il più delle volte  sbagliate.
Nel calcio, appunto, ci vogliono i ‘baiocchi’, e Saputo fino ad oggi ne ha messi. Pochi, molti? Sicuramente più di chiunque altro nei quasi 110 anni di storia rossoblù.
Ma perché tutto ciò ancora non basta a quelli che gli rompono le scatole, lo tirano per la giacca e gli fanno i conti in tasca? La risposta vien da sé.

Tosco – Radio 1909

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