Milan-Bologna 2-1: il Tosco l'ha vista così...

Milan-Bologna 2-1: il Tosco l’ha vista così…

Un Bologna meno performante del solito tiene comunque discretamente il campo per quasi tutto il primo tempo: regge il prevedibile urto iniziale del Milan e prende campo nella parte centrale, costruendo almeno due occasioni da gol (Orsolini prima e Palacio poi) pur non trovando mai la fluidità di cui è capace, complice uno Svanberg raramente nel vivo del gioco e un Pulgar più impreciso del solito.
La rete del vantaggio rossonero nasce da una giocata tanto estemporanea quanto bella di Suso, quando il pareggio poteva stare quasi stretto ai nostri.
Nella ripresa, la prevedibile reazione rossoblù non arriva: squadra più lunga, marcature preventive assenti, seconde palle quasi tutte preda degli avversari, poche idee di gioco, e così il Diavolo raddoppia su un errore in disimpegno di Pulgar. Poi la caparbietà, che comunque non viene mai meno al gruppo di Mihajlovic, porta ad accorciare le distanze col subentrante Destro.
La successiva espulsione di Paquetá sembra quindi spianare la strada ad una possibile rimonta, invece il Milan riesce con esperienza e capacità tecnico-tattiche a sopperire all’inferiorità numerica. Inferiorità solo teorica, perché Sinisa dalla panchina non ‘reagisce’ alla novità, lasciando in campo un ‘inutile’ (a quel punto) Calabresi e non sfruttando la possibilità di avere un calciatore in più sopra la linea della palla.
Con senno di poi togliere Calabresi, inserire subito Santander in mezzo all’area con Destro e arretrare Orsolini in fascia destra poteva essere la mossa giusta: si sarebbe così configurata una formazione con due attaccanti centrali (Destro e Santander), due attaccanti laterali (Palacio a destra e Sansone a sinistra) e due esterni ad arrivare da dietro (Orsolini e Dijks), lasciando i due centrali contro il solo Piątek.
I palloni giocati da Calabresi nell’ultimo quarto di partita, in una posizione non di sua naturale competenza, sarebbero stati probabilmente smistati meglio da Orsolini (o Edera), che avrebbe anche potuto tentare qualche tiro dalla distanza o qualche imbucata per Palacio, col ‘Trenza’ a dare profondità sopra la linea del pallone.
Mihajlovic ha invece preferito tenere in una posizione di campo non sua il terzino destro: avrete certamente notato come Calabresi occupasse una zona quasi a ridosso delle punte, ma viste le sue caratteristiche non è mai stato pericoloso, trasferendo semplicemente la sfera al compagno più vicino e annullando di fatto il vantaggio numerico.
Orsolini, anche se non in grande serata, o appunto Edera, avrebbero potuto creare più di un problema alla linea difensiva rossonera, avendo le capacità per attaccarla frontalmente per una conclusione da fuori o, in caso di chiusura, per smarcare in profondità un attaccante o andare ad un cross senza dubbio meno scolastico dell’unico tentato dal numero 33. Il quale, sia chiaro, ha disputato una gara più che onesta, ma nel finale si è trovato a svolgere mansioni non sue.
Questo è l’unico appunto che mi sento di muovere a Sinisa, che in una serata complicata ha presentato a San Siro un Bologna comunque battagliero, tenace, capace di rendere vita difficile ad una squadra che, è bene ricordarlo, si sta giocando l’accesso alla prossima Champions League. Non mi sembra poco.

Tosco – Radio 1909

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Foto: bolognafc.it