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Napoli-Bologna 3-2: il Tosco l'ha vista così...

Napoli-Bologna 3-2: il Tosco l’ha vista così…

Vorrei sgombrare il campo da equivoci: il Bologna ha prodotto una buona gara perché il Napoli è una squadra che ti fa giocare bene, non ti pressa alto, ti concede spazi e ripartenze, è pigra nei rientri, non ama correre all’ indietro, quando lo deve fare contro avversari del proprio lignaggio è un discorso, contro avversari molti più deboli un altro. È successo nell’ultimo mese anche alla Spal e al Chievo di fare partite importanti come la nostra al San Paolo, ma queste non hanno cambiato la vita né ai biancazzurri né ai gialloblù.
Questa premessa non l’ho fatta per svilire la prova dei rossoblù che anzi, in alcuni momenti mi hanno fatto stropicciare gli occhi, ma proprio perché sono tanti anni che vedo calcio e so che spesso capita così. È questione di motivazioni, di leggerezza di testa, quando il pronostico ti è contro e non hai nulla da perdere sfoderi prestazioni impensabili, poi però torni la squadra che eri già dal match successivo.
La partita di Napoli non deve ingannare nessuno e Inzaghi, dichiarando in conferenza stampa che dalla prossima gara pretende di ripartire da qui, ha commesso un errore. Spero comunque che da questo incontro saprà trarre altre indicazioni, magari quelle relative alla prestazione di Dijks (basta Krejci per carità), all’imprescindibilità di Pulgar (basta Nagy per carità), al troppo poco spazio concesso ad Orsolini (solo dieci minuti sono incomprensibili) e alla posizione di Svanberg (troppo imbrigliato tatticamente).
Le sfide che ci attendono nel girone di ritorno saranno ben più complicate di quella di ieri sera, e risolvere alcuni equivoci tattici, unitamente all’inserimento di qualche pedina di maggior qualità tecnica, speriamo possa far partire una rincorsa neanche così impossibile vista la concorrenza.
Tornando al match del San Paolo, se è vero che ‘la sfiga si attacca ai tristi’ allora siamo tristi per davvero: vantaggio partenopeo nato da un doppio rimpallo in area su svariate parti del corpo più o meno lecite, con il pallone che pareva avere al suo interno un coniglio ed è carambolato su Milik, il quale voleva palesemente colpire di collo destro ad incrociare ma ha ciabattato di malleolo ingannando un incolpevole Skorupski.
Skorupski invece colpevolissimo in occasione del gol vittoria di Mertens a pochi istanti dal 90’, quando non ha controllato un rasoterra telefonato e per nulla irresistibile da oltre venti metri del belga. Ad oggi il portiere polacco, considerato da tanti l’unico vero colpo del mercato estivo, non ha portato punti veri alla squadra al contrario di Santander, che ancora oggi viene sbertucciato di continuo ma che di punti ‒ e leadership ‒ ne ha portati molti di più. Misteri del calcio.
In mezzo alle due reti descritte, tre colpi di testa di notevole pregio: quello preciso e fulminante all’incrocio dei pali di Santander (la sua mancata esultanza iniziale, contrariamente alle inesattezze lette e sentite, era per un fischio arrivato da chissà dove che lo aveva fatto pensare ad un’interruzione del gioco, dettaglio raccontato al sottoscritto da un componente della panchina rossoblù), quello in torsione di Milik contro cui Mattiello ‒ pur avendo stretto bene in marcatura ‒ nulla ha potuto per lo strapotere fisico del centravanti avversario, e quello imperioso di Danilo che ha bruciato sul tempo una statica retroguardia napoletana.
Nel contempo un bel po’ di Napoli, mai però dominante, e un bel po’ di Bologna, mai domo nel rincorrere il risultato, credendoci più di tutto un ambiente, giustamente depresso ma al limite di una crisi di nervi. C’è addirittura chi non si augurava un risultato positivo dei felsinei per dare il colpo definitivo ad Inzaghi: siamo al ‘tafazzismo’ più becero, al tagliarsi gli zebedei per fare un torto alla moglie. In questo caso non si tratta di misteri del calcio ma della psiche umana, cosa ben più preoccupante.
Non so che ne sarà di Inzaghi, vista la condivisione delle responsabilità che vige all’interno della nostra dirigenza. Stando alle ultime notizie pare che commenterò la prossima partita con ancora in panchina il buon Pippo, che resta a mio avviso una risorsa per il Bologna, nella speranza che la sua crescita professionale vada di pari passo con quella della squadra.
Sono e sarò sempre contrario ai giudizi sommari, ai linciaggi dello sventurato di turno e al ‘tanto peggio tanto meglio’. Inzaghi, a mio avviso, merita tempo e una rosa più competitiva.

Tosco – Radio 1909

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Foto: sportmediaset.mediaset.it