Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Ritorno al futuro: ecco l'Atalanta

Ritorno al futuro: ecco l’Atalanta

Nonostante un inizio di campionato deludente, l’Atalanta non ha mai dato l’idea di essere in reale difficoltà, tutt’altro. Di occasioni ne ha sempre create, non in abbondanza ma con una certa regolarità, e il gioco ormai codificato del ‘Gasp’ non ha mai tradito in terra orobica. Infatti le ultime due vittorie, seppur contro avversarie modeste, hanno ristabilito una classifica ancora un po’ deficitaria, ma già più consona al valore della squadra del presidente Percassi.
L’estate travagliata per via di alcune incomprensioni tra mister e patron, unite alla sfortunata eliminazione nei preliminari di Europa League, non ha intaccato un ambiente ancora molto carico, e il gruppo stesso sembra essere assolutamente concentrato nel seguire i dettami calcistici di Gasperini.
La forza della Dea nasce da una fase difensiva coraggiosa, quasi spavalda, in cui i tre difensori unitamente alla linea a quattro della mediana attuano marcature ‘quasi a uomo’ (naturalmente nella zona di competenza), con la ricerca sistematica delle marcature preventive, degli accoppiamenti e dell’anticipo.
Questo permette loro di essere aggressivi a tutto campo, correndo il rischio ‘calcolato’ di lasciare molto spazio alle spalle della linea difensiva. Spazio che non viene colmato dal portiere in uscita (né Gollini né Berisha fanno di questo fondamentale una delle loro migliori caratteristiche), ma con i recuperi dei difensori Masiello (stavolta assente per infortunio) Palomino e Toloi, particolarmente abili nelle chiusure in campo aperto. Ricordate il Toloi impaurito e impacciato della gestione Reja, quello che giocò a Bologna nella nostra vittoria per 3-0? In seguito è arrivata la cura ‘Gasp’, ed ecco uno dei migliori difensori del campionato… Gli allenatori contano eccome!
Davanti i nerazzurri possono variare l’assetto giocando con Gomez dietro due punte larghe, Ilicic e Barrow, oppure col tridente: Zapata in mezzo, Ilicic a destra e il ‘Papu’ a sinistra (Rigoni in alternativa ai due esterni). La seconda soluzione sarà probabilmente quella che vedremo al Dall’Ara, perché l’inserimento di Zapata è stato più lungo del previsto ma Barrow non ha ancora preso pieno possesso della titolarità, e credo che Gasperini voglia andare sul sicuro lanciando definitivamente l’ex doriano.
Zapata ha caratteristiche diverse dagli ultimi centravanti orobici, in quanto sia Petagna che Cornelius facevano un gioco da ‘pivot’ attorno al quale ruotava l’attacco. Zapata, invece, gradisce maggiormente vedere la porta, e quindi il tecnico ha dovuto variare un po’ le giocate offensive, chiedendo a Gomez e Ilicic di mettersi in proprio sfruttando i varchi che Zapata stesso apre nel tentativo di smarcarsi. Inoltre, anche in campo aperto il colombiano riesce a farsi preferire a Barrow, per la capacità di portare il pallone che insieme ad una buona visione periferica gli permette di essere anche uomo-assist.
Le fasce hanno due padroni incontrastati, Hateboer a destra e Gosens a sinistra (con Adnan in alternativa), salvo rarissime eccezioni sono loro i titolari inamovibili, così come in mediana il tuttofare De Roon e il più verticale Freuler garantiscono tanta copertura e un discreto palleggio, utile a recapitare i palloni ai giocatori sopra la linea.
La peculiarità dell’Atalanta sta nella capacità di far dettare i tempi agli attaccanti (sia Ilicic che Zapata si alternano al ‘Papu’ in questa mansione), potendo così avere in mediana due recuperatori di palloni con poche responsabilità di regia e più lucidità nella fase di non possesso, e portando un’immediata pressione sugli avversari nel momento di perdita del pallone, oltre alla bravura nel tenere la squadra corta e alta in entrambi le fasi.
Un concentrato di fisicità, atletismo, tecnica e tattica difficile da riscontrare altrove, così come il ritorno a marcature ‘a tutto campo’ che sanno di antico ma che in realtà sono assolutamente moderne, perché il calcio andrà in quella direzione (solo Juric fa altrettanto ma non riesce ad avere le intuizioni del ‘Gasp’).
Sembra invece perdere consistenza l’alternativa del 3-5-2 con un interno di centrocampo che all’occorrenza fa il trequartista. Nel primo anno di Gasperini fu Kurtic, l’anno scorso Cristante, ed entrambi portarono risultati importanti in termini di prestazioni e gol. In questa stagione sono stati provati durante i preliminari di Europa League Pasalic e Valzania con risultati alterni, mentre il giovane Pessina (classe ’97 prelevato dallo Spezia) si è discretamente disimpegnato ma non sembra in questo momento un’opzione tra le preferite del mister bergamasco, che è già passato – come spiegavo sopra – ad un’altra Atalanta, ad un ritorno al futuro.

Tosco – Radio 1909

© Riproduzione Riservata