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Ritorno al passato? Ecco l'Udinese di Nicola

Ritorno al passato? Ecco l’Udinese di Nicola

Nel girone d’andata incontrammo e battemmo un’Udinese che tentava un calcio pensato e ragionato, che non aveva problemi a produrre gioco e occasioni, ma che faticava a trovare punti (vi ricorda qualcosa?).
Oggi (o meglio, fino alla scorsa partita) la trasformazione tentata da mister Nicola, subentrato a novembre, ha portato i friulani all’esatto opposto: squadra per nulla spettacolare, pragmatica e capace di sfruttare al massimo quello che passa il convento (il rigore trasformato in due tempi contro il Chievo, nel finale di una partita soffertissima, ne è la prova più evidente).
Tredici punti in dodici partite sono un bottino sufficiente per una salvezza tranquilla, ma è l’unico dato confortante per il tecnico bianconero, che essendo un professionista preparato e attento ha capito che il pericolo è sempre dietro l’angolo e quindi sta pensando di mutare pelle alla sua formazione.
Fin qui i friulani si sono sempre schierati secondo un 3-5-2 che prevede tre macro-concetti in fase di possesso: poco palleggio da dietro, risalita del campo attraverso portatori di palla capaci di strappi (Fofana, Mandragora, De Paul) e Okaka usato come perno sul quale appoggiarsi per far ruotare l’attacco quando la risalita è più complicata per via di spazi intasati.
Però… Però evidentemente qualcosa non aggrada Nicola, perché stante le notizie che arrivano da Udine quest’ultimo starebbe apportando cambiamenti sostanziali nello schema iniziale: 4-3-3 con il recuperato Sandro come mediano basso, Mandragora-Larsen coppia di interni, Okaka punta centrale con De Paul e Pussetto ai suoi lati.
Cosa andrà cercando l’allenatore bianconero con questo assetto?
Forse come idea iniziale c’è quella di non concedere al Bologna troppo campo ad inizio manovra, con i tre attaccanti pronti a disturbare il palleggio basso per togliere certezze agli avversari, mentre in fase di possesso potrebbero sfruttare l’ampiezza degli esterni cercando compattezza dentro al campo, dove i rossoblù hanno dimostrato di aver cambiato passo con l’arrivo di Soriano.
Altro non mi è dato di sapere, visto la poca chiarezza che ha contraddistinto il percorso dei friulani durante tutta la stagione.
Squadra poco decifrabile, capace di qualche fiammata e di tanto gioco rabberciato, masticato, poco lineare.
Certo le individualità non mancano, soprattutto dalla metà campo in su, ma raramente emergono in un contesto deprimente come il nostro: non a casa Bologna e Udinese sono le compagini che maggiormente hanno perso negli ultimi campionati fra quelle attualmente presenti in Serie A.
Un triste primato da condividere, ma la speranza è che da qui a poco, magari già nelle prossime due giornate, possano andare in scena prima l’avvicinamento e poi il sorpasso.

Tosco – Radio 1909

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Foto: Getty Images