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Sampdoria-Bologna 4-1: il Tosco l'ha vista così...

Sampdoria-Bologna 4-1: il Tosco l’ha vista così…

Alla faccia delle statistiche, il miglior Bologna della stagione in trasferta ne prende quattro ‒ tanti quanti i tiri nello specchio degli avversari ‒ e porta a casa.
Maggior possesso palla (52% a 48%), miglior precisione nel palleggio (81% a 78%), maggior numero di passaggi riusciti (428 a 353) e di corner (4 a 1), stesso numero di tiri in porta (8 a 8) e stesso numero di occasioni gol (4 a 4). Eppure, quattro pere e a casa.
E allora io torno a pestare su quel tasto: Pippo, perché ti sei convinto di voler cambiar volto a questa squadra quando i pochi risultati fino ad ora li avevi ottenuti col tipo di calcio pensato in estate? Perché cambiare il piano partita alle prime difficoltà?
Ieri, nei primi venti minuti, se c’era una formazione impaurita era la Sampdoria, che faticava sui nostri cambi campo, che usciva poco e male su Santander, che muoveva pressing più casuale che organizzato. Poi, complici gli sciocchi regali nati da un inutile giro palla basso, del tutto privo di significato (se non hai un attacco di posizione tale da poter sfruttare il lavoro da dietro, il giro palla diventa controproducente), i rossoblù hanno ringalluzzito un’avversaria che non credeva ai propri occhi.
«Questi provano a giocare come noi ‒ si sarà detto Giampaolo ‒ e allora noi gli facciamo vedere che siamo più bravi». Infatti…
Pippo, Pippo, cosa mi combini…
E io che continuo a pensare che tu per noi potresti essere una risorsa, un allenatore finalmente coraggioso che propone un calcio diverso, più moderno (sì, avete capito bene, più moderno, perché ormai il calcio si è diviso tra chi propone un gioco di posizione, il cosiddetto ‘guardiolismo’, contro chi invece propone un gioco di transizione, il ‘cholismo’). Tu invece torni sui tuoi passi, provando a fare ciò che gli allenatori più bravi ed esperti stanno rivedendo.
E poi, nella conferenza stampa di fine partita, dichiari che il Bologna deve giocare perché lo sa fare (???).
Ai miei occhi sembra una dichiarazione peggiore della sconfitta stessa.
Se riuscirai a far cambiare gioco a questa squadra sarà una vera impresa, più della salvezza. Quella è ancora lì, ad una vittoria di distanza, e per adesso la classifica non mi preoccupa: a inizio dicembre non è mai retrocesso nessuno. Semmai mi inquietano le tue parole, ma tant’è.
Sapevamo di avere una rosa mediocre, come altre di questa Serie A, e la speranza era riposta proprio nelle altre virtù che ci avevi/avevate promesso. E tu ora hai la pretesa che questa squadra inizi a giocare un calcio di palleggio, di fraseggio, da dietro?
A questo punto credo che tu ti sia messo in un bel guaio: non puoi più tornare sui tuoi passi, perché daresti un messaggio di totale confusione, ma andando avanti i miei dubbi aumentano, e mi sembra che anche la squadra abbia un po’ di caos in testa.
Facce tristi che entrano in campo con poca determinazione (Krejci, Svanberg, Falcinelli), solo Santander che sembra essere ancora un calciatore, e a fine partita addirittura alcuni (vedi Palacio e Orsolini) che ridono e scherzano coi colleghi doriani come se fosse stata un’amichevole. Tanto sanno che le chiappe te le giochi tu, mica loro, e allora ridono e ridono. Cosa cavolo ci sarà da ridere poi un giorno ce lo diranno…
A questo punto, dopo una tale inversione a U, io posso poco caro Pippo, se non augurarti il meglio. Che sarebbe poi anche il meglio per noi tifosi rossoblù.

Tosco – Radio 1909

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