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Sassuolo-Bologna 2-2: il Tosco l'ha vista così...

Sassuolo-Bologna 2-2: il Tosco l’ha vista così…

Non è sempre facile commentare quel che si vede, soprattutto quando si ha rispetto in primis degli avversari e poi di chi sta provando a far ripartire la macchina Bologna dopo i primi tre anni di Serie A (nel secondo caso di rispetto ne vedo poco, tutti bollati troppo in fretta come dei bidoni, più o meno, le sfumature le lascio a chi farà le solite precisazioni nel commentare questo articolo).
Partendo da questo assunto posso provare ad analizzare una partita strana, che è iniziata – al contrario di quanto ci si potesse aspettare – con i rossoblù alti a togliere respiro ad un Sassuolo che, per bocca del suo allenatore, ama chiamare a sé gli avversari. Nei primi minuti, però, i neroverdi non ci hanno capito niente, tanto da soffrire tremendamente il forcing del Bologna e rischiare il doppio svantaggio.
Quindi? Quindi gli avversari a volte sorprendono e bisogna rispettarli tutti, da un Empoli che imbriglia la Juventus ad un Frosinone che, a sentire chi non rispetta niente e nessuno, vale poco o nulla. E infatti, quando lo incontrammo noi e ci pareggiammo, le critiche furono feroci e infamanti.
Ieri tre pere e a casa «chi sa fare calcio», e per un po’ «come si dice fire and desire in ferrarese?» lo lasciamo da parte. Oppure ripeto, prendere via Stalingrado e poi sempre dritto, ma dritto dritto (ogni riferimento a chi troppo frettolosamente, sportivamente e classicamente giudica, non è per nulla casuale).
Tornando alla partita del Mapei Stadium, io non sono mica così convinto che la fortuna non cambi il destino delle squadre e degli allenatori.
Quattro gol da fuori area in dieci partite, di cui tre assolutamente spettacolari, se non sono un record poco ci manca, e il buon Skorupski (che a mio avviso non ha ancora determinato in una partita, né in negativo né in positivo, anche ieri solo normale amministrazione a parte il tentativo suicida di Gonzalez) non può mica andare a raccattarle tutte in fondo al sacco quelle bocce, prima o poi ci porterà qualche punto facendoci vincere qualche partita senza merito (diciamo che in tal senso Donadoni era un filino più fortunato).
Perché si sa che le vittorie aumentano l’autostima, e quella di ieri avrebbe (ri)sistemato la classifica in fatto di fortuna/sfortuna, dando un po’ di quella consapevolezza che serve per migliorarsi.
Ma tant’è, teniamoci stretto un buon punto arrivato con le armi che abbiamo in casa: corsa, tenacia, forza e qualche individualità che, seppur prematuramente bocciata, si sta invece rivelando utile alla causa e assolutamente «di categoria» (metteteci chi vi pare, tanto vi fanno/facevano tutti schifo).
Il 4-3-3 iniziale non mi ha sorpreso, visto che con lo stesso modulo abbiamo disputato tutta la ripresa contro il Torino. Anzi, probabilmente ha sorpreso più il Sassuolo di un bravo ma forse presuntuoso – calcisticamente parlando – De Zerbi, che ha riempito la squadra di giocatori votati all’offensiva che, quando aggrediti alti, si sono fatti spesso anticipare.
Inzaghi, molto più pragmaticamente, ha invece costruito il suo Bologna sulla scorta della rimonta coi granata, con gli stessi concetti in testa: pochi fronzoli, tanta sostanza e palla in profondità per arrivare al tiro il prima possibile.
Così fino al settantesimo, poi nel finale il ritorno al 3-5-2, che non mi sento di biasimare. A venti minuti dalla fine, con un Sassuolo che aveva ‘appesantito’ l’attacco e ormai allargava il gioco buttando palloni in mezzo, non trovando spazi centrali, proteggere maggiormente i sedici metri non mi è sembrata un’idea sbagliata.
Il pareggio purtroppo lo abbiamo incassato su rigore, per una palla persa oltre la metà campo nata dall’indecisione di due elementi fino a lì decisivi (Poli gran salvataggio su Berardi, Mbaye autore del momentaneo 2-1).
Nel finale la pressione avversaria si è fatta asfissiante, e per la prima volta si sono visti anche i rossoblù un po’ sulle gambe, forse più per la paura di perderla che per veri motivi fisici.
In conclusione, si ripartirà da quello che era già noto: il Sassuolo gioca meglio e probabilmente ha calciatori migliori, ma con le caratteristiche che ha il Bologna non è mica scritto che si debba per forza perdere, e così sarà anche la prossima sfida contro l’Atalanta e quella dopo ancora contro il Chievo, e poi quelle successive.
Rispetto per gli avversari, certo, ma anche i nostri meritano tanta fiducia e tanto rispetto. Calciatori e mister innanzitutto, poi per dirigenti e proprietà immagino sia chiedere troppo…

Tosco – Radio 1909

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