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Spal-Bologna 1-1: il Tosco l'ha vista così...

Spal-Bologna 1-1: il Tosco l’ha vista così…

Per i rossoblù un 4-3-3 abbastanza alto e molto aggressivo nel primo tempo, più basso e pavido per buona parte della ripresa: colpa del modulo?
Ne avevamo discusso proprio in settimana nell’articolo intitolato ‘Parole salvifiche’, e vi risparmio il ‘ve l’avevo detto’ perché lo ripetono in continuazione tutti gli allenatori del mondo che prima dei moduli conta l’atteggiamento. Ma niente, non entra in testa, e allora?
Allora non resta che rassegnarsi e magari chiedersi perché in area non si marca più a uomo.
Perché nel frattempo è arrivato Internet, non si mandano più SMS ma si usa WhatsApp, le partite si guardano con la pay TV e insomma, fortunatamente, non si muore più per un raffreddore.
Primo tempo, dicevo, con un Bologna ben messo in campo: coraggioso, voglioso, intraprendente, e con i nuovi innesti discretamente inseriti in un sistema di gioco basico ma funzionale.
Agli estensi non resta che giocare quando ne hanno la possibilità, perché sempre pressati dagli avanti e dal centrocampo dei felsinei, che infatti su un’azione di pressione alta recuperano palla con Orsolini e vanno in rete con un gran tiro di Palacio, egoista nel non servire alla sua sinistra un liberissimo Sansone (ma quando si segna si ha – quasi – sempre ragione).
Nella prima parte, oltre al gol, almeno altre tre occasioni nitide e una superiorità netta anche sul piano del possesso palla.
Riprovevole l’atteggiamento di un mediocre direttore di gara, reo di aver fermato per ben due volte il Bologna in ripartenza non concedendo il vantaggio, roba da sospensione. Rizzoli, presente in tribuna, spero prenda provvedimenti: il signor Fabbri è veramente fuori forma, per non dire altro.
Dopo l’intervallo, l’inversione di rotta che non ti aspetti: ripartiamo col piglio giusto per dieci-quindici minuti, quindi la Spal trova un gol casuale (palla persa da Orsolini, non l’unica) annullato poi dal VAR, che invece di far drizzare le antenne ai nostri esalta tutto l’ambiente spallino, da quel momento più arrembante.
E noi? A noi è mancata la forza mentale per rimanere alti. Sì, mentale, perché non si può credere che al 60′ la squadra non ne avesse più.
Strani casi del calcio, vero? Capita e sempre capiterà, è l’unica cosa costante di questo e altri sport: una formazione cala perché l’altra cresce.
A volte non ci sono spiegazioni, succede e basta (ripensate alla nostra rimonta contro il Torino, eravamo morti…).
E adesso?
Domenica col Frosinone non si può far altro che vincere, altrimenti diventerebbe difficile continuare a credere di raddrizzare una classifica vincendo due partite su non ricordo più neanche quante.
Si dovrebbe passare dalla fiducia alla fede.
Ma non andiamo troppo oltre, sarà una settimana lunghissima e io sono già esausto.

Tosco – Radio 1909

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