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Tomiyasu l'antitesi di Lyanco

Tomiyasu l’antitesi di Lyanco

Retoricamente parlando, il giapponese Takehiro Tomiyasu è l’esatto opposto del brasiliano Lyanco, per movenze, stile, postura, modo di stare in campo, applicazione e mentalità. Li accomuna una dote rara nei difensori, ovvero una certa padronanza di palleggio e l’uso di entrambi i piedi con buona naturalezza.

Struttura fisica importante ma non imponente, normotipo per proporzioni (intendo altezza del cavallo e busto proporzionati, quindi leve non lunghissime), il classe 1998 si muove col baricentro volutamente basso e le braccia leggermente allargate come un giocatore di basket che difende l’area pitturata, perciò non bellissimo da vedere ma efficace nella difesa posizionale, dove è molto applicato nel ‘tenere’ la linea ma anche nel cercare l’avversario con cui ‘accoppiarsi’. Prova raramente l’anticipo, preferendo controllare la situazione e lasciare eventualmente uno scarico per non farsi sorprendere nell’uno contro uno, dove appare in oggettiva difficoltà per una certa lentezza nel reagire (non sembra rapido nel breve, mentre in allungo prende velocità).

È con la palla al piede che Tomiyasu sorprende: praticamente ambidestro, alterna palla corta a palla lunga con grande facilità, non teme di entrare nella metà campo avversaria in conduzione e trova spesso buone linee di gioco verso il compagno libero sopra la linea della palla, senza rifugiarsi troppo nel più comodo passaggio laterale o al portiere.

È un difensore fin troppo moderno, nel senso che raramente difende in uno contro uno, segue i precetti delle difese come vengono ormai insegnate a tutti i livelli e in tutte le accademie del mondo: palla-linea-porta-avversario, che può piacere o meno ma è il calcio di oggi, e il nipponico ne è un esempio tipico, perché lavora sull’intercetto delle traiettorie sia basse che alte, limitando il più possibile il contatto con l’avversario per togliergli profondità.

Di testa, dicevo, è spesso sulla giusta traiettoria per intercettare le parabole, ma non mi sembra dominante in quel fondamentale.

Nel complesso mi è parso un buon centrale: nelle partite di Coppa America in cui l’ho visto si è trovato ad affrontare attaccanti del calibro di Cavani, Suarez e Sanchez, avversari piuttosto indigesti, e secondo me poteva solo far peggio, quindi il giudizio è nel complesso positivo. Poi la valutazione di mercato e tutto il resto non sono di mia competenza e mi interessano il giusto: ad un ragazzo di appena 20 anni si può dare una valutazione anche poco oggettiva, se ci si aspetta una crescita esponenziale.

Come lo vedrei nel campionato italiano? Se lo sapessi farei quello di mestiere, invece racconto e scrivo quattro sciocchezze per chi ha la voglia di ascoltarmi o di leggermi, dunque non lo so.

Tosco – Radio1909

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Foto: Getty Images