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Tutto cambia perché nulla cambi: la solita Roma

Tutto cambia perché nulla cambi: la solita Roma

Rileggendo la presentazione della Roma che feci prima della gara d’andata, scrissi cose assolutamente riproponibili anche oggi.
Scrissi di una squadra piena di talento ma poco propensa al sacrificio, pigra nei rientri e che non aveva ancora digerito la partenza di Nainggolan, perché non sostituito con un calciatore di altrettanto spessore non solo tecnico.
Scrissi anche di un Di Francesco che le stava tentando tutte, compreso l’inserimento del classe ’99 Zaniolo, provato in quel ruolo a tutto campo proprio come amava fare il belga.
Ecco, la vera e unica novità rispetto ad un girone fa è proprio questa: i giallorossi hanno trovato il sostituto ideale e anzi più ‘moderno’: Zaniolo ricopre il ruolo di sottopunta, ormai la vera novità tattica del calcio anche internazionale di quest’ultimo biennio, con la forza, la vigoria e la sfacciataggine tipica dei suoi 19 anni, ma anche con una capacità interpretativa degli sviluppi dell’azione poco comune nei giovani.
Si trova spesso al posto giusto nel momento giusto e questa è una qualità che nel calcio sposta, soprattutto quando il calciatore parte da lontano: la capacità intuitiva raramente si insegna, o la si ha o è dura ricavarsela dove le spaziature sono minime, come in zona d’attacco.
Diverso è il discorso ad inizio azione, dove invece ci sono tempi di gioco a due tocchi e spazi più ampi, e quindi la capacità di ‘pensare’ alle varie situazioni è meno complicata.
Dove ‘balla’ Zaniolo c’è traffico, ma lui riesce a districarsi con la leggiadria di un ballerino, nonostante una struttura tutt’altro che esile.
Mi sono dilungato su quello che in questo momento è il calciatore più chiacchierato del pallone italico, soprattutto per lo scambio andato in scena tra Roma e Inter, ma mi limito al solo giudizio tecnico perché il resto mi interessa poco.
La Roma attua, come il Bologna, il 4-2-3-1 o il 4-3-3, per cui stasera possiamo aspettarci due schieramenti speculari. Se la differenza la farà la tecnica, per noi sarà un problema, se invece dovessero prevalere le motivazioni e le letture tattiche ecco allora che qualche chance in più potremmo averla.
I giallorossi, da quel punto di vista, non sono sempre irreprensibili.
Pensare di replicare una partita come quella di San Siro non è da pazzi: Roma e Inter per certi aspetti si somigliano e in fase di ‘risalita del campo’ potremmo trovare spazi che ad esempio il Genoa non ci ha concesso, quegli spazi che sono mancati soprattutto a Soriano. Sai mai…
Anche la fase difensiva potrebbe ripetere il canovaccio della trasferta milanese: i giallorossi amano distendersi sulle fasce per ‘armare’ la testa di Dzeko, ma a differenza di Icardi il bosniaco sa anche fare da perno, attorno al quale congegnare attacchi diversi e meno prevedibili per vie centrali.
Lì, in quella terra di nessuno, dietro la nostra linea mediana e sopra la linea difensiva, si deciderà a mio avviso la sfida: o ci fanno male, o riconquistando palla a quella altezza potremmo distenderci in avanti con praterie quasi deserte.

Tosco – Radio 1909

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