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Udinese-Bologna 1-0: il Tosco l’ha vista così…

Passo indietro? No per chi sa come va il calcio e conosce le sue dinamiche, certamente sì per chi pensava (non so con quali certezze) che questo Bologna fosse da Europa League o giù di lì, e dunque sarebbe dovuto andare ad Udine a maramaldeggiare.

Dopo Brescia mi presi del ‘maigoduto’ (a scanso di equivoci potete rileggere il mio commento alla partita) perché ebbi da eccepire su un secondo posto in classifica effimero, figlio del caso e di un calendario benevolo.

Chi ciancia di Europa, chiunque esso sia, lo fa con troppa sufficienza o per altri motivi a me sconosciuti: non si può non tenere conto che il Bologna è quindicesimo (15°!) nelle classifiche di valutazione delle rose giocatore per giocatore, e che queste valutazioni (tranne casi più unici che rari, vedi Chievo di tanti anni fa e Atalanta più di recente) raramente sbagliano di tante posizioni, in genere non più di due o tre per difetto o per eccesso. Fate voi i conti, io li ho già fatti…

Basterebbe studiare, nient’altro, oppure sperare di essere ciò che non si è: una rarità.

Udine sta cominciando a diventare posto poco gradito per chi pensa sempre che sia un campo facile. Noi bolognesi sono tre anni che becchiamo inesorabilmente da una squadra che comunque presenta rose con valori di mercato simili o più alti dei nostri, ma che come noi fa campionati mediocri. Però non capisco perché Udine dovrebbe essere facile e Genova o Parma no: misteri bolognesi.

C’erano tifosi ‘ambiziosi’ che non si sarebbero accontentati di quattro punti in due trasferte. Io, più umilmente, mi sarei accontentato di due, figuratevi… Due avrebbero voluto dire che dopo sei partite di campionato, di cui quattro in trasferta, avremmo perso solo con la Roma in casa, va mo là!

Le ambizioni sono giuste quando sono figlie della consapevolezza, non puri atti da gradassi: gli ‘sboroni’ fanno poi la fine che meritano e il Bologna ha una rosa non superiore all’Udinese, che certamente gioca un calcio peggiore del nostro (questo però è un altro discorso, c’entra poco col valore di chi si incontra) ma che non arriverà tanto lontano da noi in classifica.

Chi sostiene che la rosa dell’Udinese è inferiore a quella del Bologna, molto semplicemente lo fa solo per puro gusto personale, quindi in maniera soggettiva e non oggettiva.

Tutto questo ‘pippone’, che la maggioranza accoglierà come un «io lo avevo detto», non vuole essere tale, bensì tende a voler riportare la testa di chi legge verso obiettivi più concreti, meno pindarici, così da eliminare una volta per tutte questa follia dell’Europa: la passata stagione non ci è andata la Lazio in Europa, tanto per dire, una squadra che fa altri campionati rispetto ai nostri da una vita.

Raggiungere i 40 punti il prima possibile e poi ‘sboroneggiare’ finché si vuole, un ragionamento che dovrebbero fare almeno dieci squadre di Serie A.

Il Bologna è squadra attrezzata quasi esclusivamente per giocare in transizione, e fa del pressing e delle marcature preventive l’innesco per ripartire in campo aperto, ma quando trova di fronte formazioni rognose e chiuse non ha le armi per scardinare questo tipo di assetti difensivi.

E allora servirebbe la giocata estemporanea, il calcio piazzato, altrimenti si corre il rischio di giocarsi addosso, senza trovare l’imbucata vincente.

Prendere poi un gol capita quasi sempre a chi, anche nella fase di difesa posizionale, ha gli stessi limiti dell’attacco contro le difese schierate. Ecco il motivo, neanche troppo complicato da capire, delle difficoltà che incontrano i rossoblù: se si gioca e si corre la squadra ha le caratteristiche per far bene, altrimenti va in sofferenza contro chiunque.

Oggi, non a caso, il calcio si sviluppa quasi esclusivamente in transizione, per cui di partite come quella di ieri se ne vedranno sempre meno. Per fortuna questo sport si sta evolvendo e gli allenatori, quasi tutti, propendono per un calcio proattivo.

In conclusione, sono dispiaciuto per la sconfitta ma per nulla sorpreso: ne arriveranno altre, speriamo solo in modo diverso, perché tra giocare in maniera ‘borghese’ (uso parole non mie) e apparire presuntuosi il passo è breve. Poi ti svegli tutto sudato e ti accorgi che il tuo campionato, quello che devi fare, è il solito, di sofferenza.

Giocare invece con cuore, grinta e umiltà, lasciando stare gli obiettivi da ‘spometi’, ed essere più concretamente attratti dalla canonica quota 40, ti mette nelle condizioni di accettare anche quei punticini che ridendo e scherzando già mancano all’appello: uno ieri e uno con la Roma.

A dieci saremmo stati tutti più felici, ambiziosi e umili.

Tosco – Radio1909

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