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Un successo che arriva da lontano: tutto il movimento giovanile del Bologna sta facendo bene

Un successo che arriva da lontano: tutto il movimento giovanile del Bologna sta facendo bene

Quel che c’è dietro al trionfo rossoblù nella 71^ Viareggio Cup parte da lontano, come tante delle cose che succedono nel calcio. Ma facciamo qualche esempio.
La costruzione dei calciatori è l’insieme di tante competenze acquisite nel corso degli anni dai tanti istruttori e allenatori che partecipano alla crescita di ogni giovane giocatore. Quindi un lavoro di equipe, che denota le capacità di tutto il collettivo che ha insegnato calcio ai giovani a Casteldebole negli ultimi anni.
Prendiamo Leonardo Mazza, il capitano: ha vestito solo la maglia del Bologna e lo hanno allenato solo istruttori di Casteldebole. E come lui in questa Primavera ce ne sono molti altri.
Se alla base non ci fosse stata una certa competenza, si sarebbero potuto ottenere dei risultati così?
Perché non solo la Primavera sta facendo cose importanti: l’Under 17 a settembre ha vinto un torneo prestigioso come il Nereo Rocco e adesso è in zona playoff, l’Under 16 lo scorso anno ha disputato la finalissima del Beppe Viola ad Arco di Trento (importante come il Viareggio) e attualmente è quarta, mentre l’Under 15 è addirittura prima in classifica. E parliamo sempre di campionati nazionali, cioè con Inter, Milan, Juventus, Atalanta ecc.
Questi giocatori più giovani formeranno la Primavera del domani, e dunque gli eventuali successi futuri saranno anche merito degli istruttori e dei dirigenti di oggi.
Tornando all’organizzazione, per portare avanti un intero settore giovanile bisognerebbe tenere in considerazione che non si può prescindere da scelte a volte complicate, altre volte apparentemente impopolari, poco comprensibili ai più, ma invece ragionate e ponderate.
Un esempio? La conferma di Emanuele Troise, al termine della passata stagione additato da più parti come un incapace, è stata figlia di valutazioni più meditate, più analitiche, lungimiranti, di prospettiva.
Un allenatore, soprattutto nelle giovanili, non può mai essere valutato solo dai freddi risultati del campo, ma vanno tenute in considerazione tante altre componenti: la crescita dei singoli, l’acquisizione di nozioni tecnico-tattiche, la capacità di rendersi utili alla squadra nelle varie situazioni, anche le più complicate, e la possibilità di creare plusvalenze in prospettiva. Sì, perché anche dalle giovanili devono entrare denari nelle casse societarie, al fine di recuperare parte delle spese sostenute per mandare avanti tutto il movimento.
Troise questo lavoro lo ha svolto egregiamente non solo quest’anno, ma fin da quando arrivò a Bologna quattro anni fa per guidare gli Allievi.
La Primavera 2017-2018, ad esempio, pur mancando l’obbiettivo della permanenza nella massima serie, ha mandato a giocare nei professionisti sei giocatori tra B e C: non era affatto scontato, le statistiche nazionali parlano in media di numeri ben inferiori.
E allora di chi sono i meriti? Di Troise e delle altre componenti, allenatori e dirigenti, che hanno permesso la crescita dell’intero movimento.
Altro aspetto non trascurabile, la cura dei rapporti spesso complicati con genitori, procuratori e affini.
Quando il Bologna ha rischiato il fallimento, credete sia stato facile trattenere o convincere i genitori e i procuratori dei giovani calciatori (sì, avete capito bene, già dalla categoria Allievi alcuni ragazzi hanno il procuratore o comunque i genitori vengono ‘avvicinati’ da persone che si occupano di procura e tutela) a restare solo per il blasone della gloriosa maglia rossoblù?
Questo lavoro quotidiano, continuo e incessante, è stato svolto da Daniele Corazza e dai suoi collaboratori in tutti questi anni, altrimenti al Viareggio il Bologna non si sarebbe forse neanche presentato: fortunatamente sono lontani i giorni in cui erano i genitori ad accompagnare i figli nelle trasferte.
Si, perché il Bologna era ridotto così!
E allora non dimentichiamo mai che da qualche tempo a questa parte (per la precisione dal 2015) sono aumentate notevolmente le risorse destinate a tutto il settore giovanile, quelle che consentono di lavorare tranquillamente e con progettualità.
Chissà in quest’ultimo caso di chi sarà il merito?

Tosco – Radio 1909

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