Il diritto al silenzio prima delle partite

Il diritto al silenzio prima delle partite

Con il matchday show il Bologna ci comunica la sua voglia di adeguarsi allo spirito ‘ammerigano’ degli show prepartita. Il problema è che per fare uno show serve anche qualcosa da dire. Non basta ‘fare qualcosa’. Il pubblico italiano lo sa bene, e sugli spalti ama ancora vivere l’attesa del calcio d’inizio, il vociare crescente e calante delle tifoserie, i cori, il conto alla rovescia prima dell’ingresso in campo delle squadre, i rumori dello stadio come li abbiamo conosciuti da ragazzi. Il suono antico dell’umanità, insomma. Con il matchday show, il diritto a questo sacro avvicinamento al fischio dell’arbitro viene annullato.
Musica – chiamiamola così per semplicità – di decibel spaccatimpani preclude la possibilità di parlare al vicino di posto, e un presentatore a bordo campo è costretto a intrattenere spettatori che non può guardare in faccia e dai quali a sua volta non è guardato (regalando défaillance come «una settimana non avara di lutti»). L’apice è stato toccato proprio due giorni fa, con ‘l’esibizione canora’ (bolognafc.it dixit) de Lo Stato Sociale, il gruppo bolognese arrivato secondo all’ultimo Sanremo. Se il nostro spirito esigente vorrebbe sapere cosa ci sia di canoro in un prodotto sanremese diffuso in playback, il buon senso ci impone di chiedere una tregua da queste imposizioni acustiche.
Una squadra con 109 anni di storia e il suo pubblico meriterebbero qualcosa di più di questa goffa offerta che insegue mode e modelli non nostri. Perché nel DNA italiano, per fortuna, esiste ancora il gusto della pura attesa della partita, delle chiacchiere con una birra in mano, dell’abbronzarsi al sole senza sentirsi per forza in una spiaggia di Ibiza all’ora dell’aperitivo. Sarebbero bastati illustri precedenti – come il rapper sudcoreano Psy, fischiato all’Olimpico prima di una finale di Coppa Italia – per capire che imporre uno spettacolo prima dello spettacolo, oltreché costoso, è controproducente. Chissà se mai lo capiranno.

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