Rassegna stampa 29/08/2017

SOS dal futuro

Per come lo abbiamo conosciuto in questi tre anni, in un progressivo ritirarsi dalla ribalta, Saputo non si può definire un uomo di sport ossessionato dalla vittoria, né grandemente spaventato dalla sconfitta. Del resto, la gestione delle sue enormi risorse lo ha fatto intendere. Il problema è che, dopo aver vagheggiato per anni il magnate, ora resta ben poco, alla nostra immaginazione, per sperare in una figura dinamica, entusiasta, munifica e anche un po’ irrazionale, che butti il portafoglio oltre l’ostacolo. Quella che più o meno ogni società ha avuto, dall’Inter in giù. Non è il saputismo che sgomenta. Ma quello che verrà dopo. Perché se questo è il massimo risultato che può dare uno delle sue capacità economiche, chi ne avrà meno cosa potrà fare?

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