Bologna, devi decidere cosa vuoi fare da grande

Bologna, devi decidere cosa vuoi fare da grande

In attesa di Verona-Bologna, la 13^ giornata di Serie A non ha regalato particolari sorprese, fatta eccezione per il bel successo della Sampdoria contro la Juventus, che permette ai liguri di consolidare la loro sesta posizione. In coda c’è da registrare un Genoa corsaro allo Scida di Crotone, con il nuovo corso Ballardini che ha portato immediatamente benefici ad una situazione che sotto la guida dell’ex tecnico Juric cominciava a farsi preoccupante. In questo momento il Bologna occupa la 13^ posizione, scavalcato anche dal Cagliari di un altro ex tecnico rossoblù, Diego Lopez, vittorioso di misura a Udine.
Verona, dicevamo… Al Bentegodi un autentico colabrodo. Una sola vittoria (l’unica di tutto il campionato), 1-0 contro il Benevento dei record negativi, 1 pareggio, ben 4 sconfitte e una valanga di reti al passivo, 13. E la squadra di Pecchia è di fatto incapace di ferire, con appena 3 gol all’attivo. Anche gli scaligeri, peraltro, sono reduci da 4 sconfitte consecutive proprio come il Bologna. Intanto da Casteldebole Donadoni invia timidi segnali: «Dobbiamo scendere in campo pensando di vincerla, ottenere un punto che muova la classifica sarebbe comunque meglio che non farne». Non esattamente lo spirito migliore, non per chi ambisce a centrare almeno il decimo posto.
Non ci si può nascondere, la sfida contro l’Hellas è una tappa fondamentale: vincere significherebbe agguantare il nono posto al pari di Chievo e Fiorentina, dare un senso a questa prima parte di stagione senza rammaricarsi per le occasioni perse e approcciarsi al meglio alla doppia sfida interna contro Samp e Cagliari. Pareggiare o addirittura perdere, invece, significherebbe entrare di fatto nel gruppone di bassa classifica, a sole 5 o 6 lunghezze dalla zona pericolo. No, la paura non è quella di un Bologna invischiato nella lotta per non retrocedere, ma la speranza è che si possa ottenere qualcosa in più del solito anonimato, della solita mediocrità. Bisogna quindi andare a Verona per fare bottino pieno, non ci sono scuse. Per la classifica, per la città e i suoi tifosi, per una proprietà che qualche soddisfazione ha dimostrato di meritarla. Siamo tutti d’accordo, no?

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