Il Bologna ha avuto coraggio

Il Bologna ha avuto coraggio

Il Bologna si è rimesso in gioco. Sì, perché nonostante l’operato di Roberto Donadoni fosse ormai indifendibile, il suo esonero non era affatto scontato. Troppo pesante l’ingaggio del tecnico bergamasco e del suo staff per poter decidere così a cuor leggero, 5 milioni di euro sarebbero per chiunque un freno a mano nella scalata che porta alla realizzazione di un progetto. L’errore del prolungamento fino al 2019, siglato senza troppi tentennamenti dal patron Joey Saputo su indicazione del d.s. Riccardo Bigon, era ormai stato commesso, dunque sussisteva il rischio concreto di un Donadoni 4.0 e con esso di un’annata densa di nuvoloni neri pronti a palesarsi alla prima sconfitta, perché 52 k.o. metterebbero in ginocchio anche la tifoseria più affezionata e calorosa del mondo.
In primis va quindi fatto un plauso alla società, che in buona sostanza ha ammesso di aver sbagliato e deciso di voltare pagina in modo coraggioso, consapevole che fino a quando non ci sarà un club pronto a ricoprire d’oro l’ex allenatore felsineo dovrà pagarne il lauto ingaggio. Così come coraggioso è puntare forte su Filippo Inzaghi, un giovane affamato e determinato ma con ancora poca esperienza alle spalle, seppure nel calcio (e quasi sempre ad altissimi livelli) da una vita. Ma giocare e allenare, si sa, sono due cose molto diverse. Buone cose sta facendo e ha fatto il campione del mondo 2006 al Venezia di Joe Tacopina, al di là di come andranno le cose nei playoff che a breve stabiliranno chi raggiungerà in Serie A le già promosse Empoli e Parma. Non ci saranno scossoni nemmeno in caso fossero proprio i lagunari a salire di categoria, Super Pippo è in scadenza contrattuale e ha dato la sua parola al chairman canadese sulla base di un accordo biennale, che verrà annunciato al termine della coda di questo incertissimo campionato cadetto.
Non è tempo per fare nomi di mercato, Inzaghi al momento non ha fatto richieste alla dirigenza rossoblù sul Bologna del prossimo futuro, c’è ancora tempo prima di delineare una precisa strategia. Ad oggi gli unici innesti sono due difensori, il terzino olandese Mitchell Dijks è il centrale argentino Nehuén Paz, poi si vedrà. Come sarà da rivedere il domani di Mattia Destro, perché dopo un faccia a faccia da attaccante ad attaccante la faccenda potrebbe avere un epilogo tutt’altro che scontato.

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