RS, 20/08/2016

Per fare un boom di abbonamenti serve un altro Baggio

In questo tempo di calcio poltiglia (altroché spezzatino), con i turni di campionato spalmati quattro giorni su sette e nessuna affidabilità sulle date del calendario, abbonarsi è molto più che un atto di fede: è autolesionismo puro. Vanno dunque salutati col massimo rispetto coloro che, per rinnovare questo rituale masochista, tradito e svilito dalle pay TV, si sono pure sobbarcati ore di coda con 38 gradi per poter dire di esser stati i primi a farsi del male. Il calcio vive di logiche incomprensibili a chi frequenta i teatri (di prosa, musicali, di ogni genere): solo in questo mondo senza regole, slegato dalle logiche civili, un cambio di orario, di calendario e talvolta addirittura di luogo viene tollerato senza non dico class action, ma almeno vigorose lamentele. E allora, di nuovo, un plauso a chi ci crede nonostante tutti gli svantaggi immaginabili.
Il Bologna applaude a sua volta per i 1.500 abbonati del primo giorno, che sono quasi l’11% dei 13.760 dell’anno passato. Sembra una cifra impressionante, ma l’esperienza dice che non lo è. Per quanti sforzi si possano fare per aumentare la quota abbonati, da quindici anni il Bologna non supera il tetto delle 15.000 tessere. Altro confronto: i tre anni di Guaraldi e i primi tre di Saputo in Serie A hanno fornito cifre sostanzialmente identiche sulla quota abbonati: +364 tessere a favore del canadese in tre anni (nonostante un centinaio di milioni investiti sul mercato). Per superare 20.000, poi, servì un certo Roberto Baggio, capace di stabilire nel 1997/98 il record di tutti i tempi sui lidi bolognesi: 27.336 abbonamenti, per un incasso totale di 13,96 miliardi di lire.
Al Dall’Ara non è mai esistito un rapporto direttamente proporzionale tra risultati e impennata di tessere: basti pensare che nell’anno dello scudetto, il 1963/64, si arrivò ad appena 5.081 abbonati, molti dei quali nel 1965 tirarono le tessere addosso ai giocatori in segno di disprezzo per aver chiuso poco degnamente una stagione da campioni d’Italia in carica. Forse pretendevano il bis dell’irripetibile impresa? L’abbonamento, insomma, è un territorio in cui convivono insindacabilmente abitudini, emozioni e irrazionalità. Ma per fare boom serve un altro Baggio, attualmente non disponibile sull’orbe terracqueo.

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Foto: bolognafc.it