Sinisa uomo vero, un esempio da seguire

Sinisa uomo vero, un esempio da seguire

Chi lo conosce non può non volergli bene. Sinisa è un concentrato di ciò che vorremmo essere tutti noi: una persona seria con valori morali importanti, un uomo completo. Sabato scorso ci ha voluto mettere la faccia come è suo solito, senza nascondere il momento di grande difficoltà, in una conferenza che è stata un mix di palle e cuore. Provateci voi a vivere quello che sta vivendo lui e a raccontarlo al mondo intero… Roba da far tremare le gambe anche al solo pensiero. Non si è nascosto dietro un velo di silenzio come in tanti avrebbero fatto, ma ha reso noto per filo e per segno a cosa stava andando incontro, sottolineando come avrebbe combattuto la malattia: rispettandola ma guardandola negli occhi, come si fa con un nemico da annientare. E di guerra lui, purtroppo, ne sa qualcosa. Ha accettato la sfida e la vincerà. In primis per la sua famiglia, valore sacro e insostituibile, facendo da scudo a protezione di essa. E poi per tutti quelli che nutrono un sincero affetto nei suoi confronti. Perché Mihajlovic non è uno qualsiasi, è un condottiero.
Io lo stimo da sempre, fin dall’anno in cui fu chiamato in panchina dall’allora presidente Francesca Menarini, che fra le tante cose sbagliate in quelle annate pericolose ebbe il merito di lanciare per prima il tecnico serbo. Non finì bene, ma che Sinisa avrebbe avuto un futuro roseo come allenatore era a mio avviso una certezza. Sono rimasto colpito profondamente quando ho saputo della leucemia e di questa tremenda battaglia da iniziare, un po’ come tutti coloro che ne hanno realmente capito e apprezzato la forte e schietta personalità. Chi parla abitualmente con me sa quanto abbia sempre visto in lui il ‘manico’ adatto ad una piazza alla ricerca di entusiasmo e nuove motivazioni. La decisione di proseguire nella sua attività di allenatore non era affatto scontata, perché non è semplice restare in continuo contatto con i propri collaboratori da un letto d’ospedale. Ma come affermato da lui: «Non voglio fare pena a nessuno». Ma no, non è pena, si tratta bensì di estremo rispetto per un uomo da prendere come esempio nella vita di tutti i giorni.
Personalmente non cerco commenti né tantomeno consensi circa questo mio pensiero, mi sentivo solo di dire la mia su Mihajlovic, esaltandone le doti. Bologna saprà stargli vicino nell’affrontare questa maledetta malattia, che non avrà scampo. Nella sfortuna, Sinisa ha avuto la fortuna di ritrovarsi a vivere in questo momentaccio sotto le Due Torri, perché l’affetto bolognese è qualcosa di unico al mondo. È una battaglia che vinceremo, mister, la vinceremo tutti insieme.

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