Tutti su Urano

Tutti su Urano

Parlare di superiorità nel possesso palla, nei dribbling, nei passaggi riusciti e nei corner (!), in questa situazione, sarebbe come fare un prelievo di sangue a qualcuno che sta precipitando senza paracadute e fornirgli il referto prima che si sfracelli a terra: «Valori perfetti! Emoglobina, birilubina, ferro, trigliceridi, colesterolo. Vada tranquillo!».
Sì, come no.
Il Bologna di Saputo (e non si dica di Fenucci, di Bigon, di Di Vaio, perché Saputo owns Bologna, e quindi è il primo responsabile) sta inanellando da tre anni e mezzo un percorso netto verso lo stesso baratro da cui proveniva: 42, 41, 39 punti. L’incedere è preciso, indica una direzione, che è quella della diminutio costante, a dispetto di ogni maquillage retorico di crescita graduale, di miglioramento delle prestazioni ecc. Rimuovere Donadoni è stato solo il sabba di chi vagheggiava un futuro radioso illudendosi che bastasse togliere un muso lungo dal proprio campo visivo per tornare a sorridere. Proprio come il re che fa fuori il trovatore che gli racconta storie tristi, perché invece si vorrebbe divertire.
Il guaio di oggi è quello di ieri: finché il Bologna sarà teleguidato a distanza con un modello societario di questo tipo (deleghe totali, con presenza occasionale del capo solo al momento della ratifica) non andremo da nessuna parte. Si possono unificare tutti gli uffici scouting del mondo, creare un mega laboratorio internazionale per la scissione atomica dei neuroni di Krejci, organizzare convegni sul marketing in 44 lingue diverse simultanee in streaming con Urano, ma il capo di un’azienda calcisticamente medio-piccola come il Bologna deve stare a Bologna il più possibile. Poi, avendo visto coi suoi occhi, sarà libero di scegliere e di sbagliare.
Abbattiamo pure Fenucci, Bigon e Di Vaio, se la sete giacobina di trovare teste da decapitare non si placherà nemmeno con l’esonero di Inzaghi. Il problema è a monte, in un modello di gestione a-personale, distante, per nulla interessato (fino a prova contraria, da maggio non pervenuta) alle sorti sportive del club. Perché se Saputo fosse interessato, almeno ci spiegherebbe come si sente e cosa gli sta passando per la testa.

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