I limiti di Sabatini

I limiti di Sabatini

Durante la conferenza stampa di ieri, certamente interessante, Walter Sabatini ha svicolato su una domanda per me cruciale, ben posta da Alberto Bortolotti, prima fingendo di non capirla (forse per prendere tempo) e poi rispondendo in maniera un po’ incerta.

La domanda si riferiva al perché dovrebbe riuscire lui laddove ha fallito Pantaleo Corvino, riconoscendo ad entrambi un certo ‘peso’ nel ruolo che occupano, o meglio ancora se da allora sono cambiate certe situazioni. Il quesito, non a caso, era rivolto anche all’a.d. Claudio Fenucci.

Ecco, il vero discrimine sta tutto lì, nei limiti concessi a Sabatini: personaggi come lui e Corvino non amano confini, devono avere le briglie sciolte per poter agire alla loro maniera, che non sempre è la più consona ma certamente ha un filo logico.

Imbrigliare Sabatini vorrebbe dire tarpare le ali ad uno degli ultimi ‘romantici’ rimasti in circolazione: non lo meriterebbe lui e nemmeno Bologna, che ripone nel dirigente umbro quel desiderio di uscire da un anonimato nel quale tutte le squadre, al di fuori delle solite note, sembrano essere relegate, salvo rarissime eccezioni.

Tosco – Radio 1909

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