Il magico mondo di chi non ha il pallone

Il magico mondo di chi non ha il pallone

Sono giorni in cui in TV si possono vedere molte partite di calcio per via delle varie Nazionali. Per usare un diversivo, visto che senza il pathos del tifo a volte possono risultare noiose, provate a guardarle in maniera differente.

Tanti focalizzano lo sguardo su colui che è in possesso di palla… Bene, almeno per un match provate a vedere cosa succede oltre, cioè guardate sopra la linea del pallone come si muovono i calciatori per liberarsi e mettersi in ‘zona luce’, in posizione per ricevere, o come tentano di smarcarsi in profondità o in ampiezza.

Movimenti anche solo di qualche metro verso l’interno di un’ala sono spesso atti a lasciare una corsia libera per il terzino che si sgancia (Sansone si accentra per liberare l’avanzata di Dijks).

Una punta centrale che viene incontro al possessore di palla spesso libera lo spazio alle sue spalle per il taglio di un esterno (Palacio viene incontro, Orsolini taglia).

Un centrocampista che si posizione spalle alla porta oltre il possessore di palla fra le linee, spesso induce la difesa avversaria a reagire alzandosi, liberando quindi spazio in profondità per l’inserimento di un compagno che arriva dalle retrovie (Soriano spalle alla porta riceve, gioco-sponda per l’inserimento di Poli).

Questi sono alcuni esempi del magico mondo di chi non ha il pallone in quel momento, perché è sempre utile ricordare che 21 giocatori su 22 fanno movimenti pur non avendo la sfera tra i piedi: è tutto un ‘agire e reagire’ in base a chi fa cosa.

Tosco – Radio 1909

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