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La combo perfetta

La combo perfetta

I nuovi giocatori arrivati negli ultimi giorni, non a caso tutti periziati in campionati del Nord Europa, sono stati acquistati in base al lavoro dell’area scouting del Bologna: a Mihajlovic l’onere di farli rendere, a Sabatini, Bigon e Di Vaio quello di seguirli passo dopo passo nella loro crescita. E non è un lavoro secondario, tutt’altro.

Abbiamo visto come l’allenatore possa fungere da amplificatore o attenuatore del valore dei calciatori: con Sinisa quasi tutti hanno reso al top, mentre con Inzaghi quasi tutti hanno reso al di sotto del loro potenziale, e mai come adesso è utile un mister che sappia lavorare sui prospetti giovani (ricordiamo anche Svanberg). In questo Mihajlovic, nelle precedenti esperienze, ha dimostrato di saperci fare e di non essere condizionato dall’età dei suoi ragazzi.

Il compito dei dirigenti è invece quello di rendicontare lo staff tecnico sulle potenzialità dei profili acquistati, soprattutto se e quando le qualità faticano ad emergere. Avendoli loro visionati per lungo tempo, possono aiutare l’allenatore (che non va mai lasciato solo, anche se è un profilo esperto) a carpirne sfumature e dettagli che talvolta sfuggono per problematiche di ambientamento o cambio di preparazione atletica, difficoltà legate alla lingua e così via.

Se la combo staff tecnico più staff dirigenziale funzionerà, il grosso del lavoro sarà fatto, perché fino ad oggi i nuovi rossoblù hanno dimostrato certamente valori importanti. Vanno solo accompagnati nel massimo campionato italiano con cautela, senza fretta, così da creare il circuito virtuoso scouting-acquisizione-crescita-valorizzazione-(eventuale) plusvalenza.

Tosco – Radio 1909

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