Lo stallo

Lo stallo

Il giorno della matematica salvezza del Bologna avremmo dovuto conoscere le intenzioni di Mihajlovic, lo aveva sempre dichiarato lui ogni volta che gli era stato chiesto.
Tutta una tifoseria appesa a quel ‘resto o non resto’, ma la decisione è stata spostata dallo stesso mister alla fine del campionato.
Riunione con Saputo, dichiarazioni di circostanza e concessione di ulteriori 10-14 giorni per prendere questa benedetta decisione, facendo anche passare la giusta pretesa (guai mai) che, se avesse chiamato una squadra che «non si accontenta del decimo posto», ci avrebbe ringraziato e salutato.
Evidentemente questa squadra non è arrivata, e allora sembra andar bene – anche – il Bologna.
Nulla di scandaloso, sia chiaro, però lo stipendio da Europa lo pretende poi da Saputo, perché 2 milioni di euro è stipendio da primi sei allenatori del campionato italiano.
Naturalmente la colpa di questo stallo, nella testa di alcuni, è del Bologna, reo di non voler dare a Sinisa quello che sarebbe appunto il quinto-sesto stipendio tra i tecnici dell’attuale serie A.
Se poi un giorno dovesse essere esonerato (purtroppo succede anche ai migliori, e una società deve pensare a tutti gli scenari possibili), chissenefrega. Tanto c’abbiamo il presidente ricco, noi altri…
Allora io mi chiedo: e se avesse detto di sì subito, senza tante giravolte, dimostrandosi entusiasta di allenare i rossoblù? Magari Saputo i 2 milioni glieli avrebbe dati un pochino più volentieri.
Perché è innegabile che i tanti discorsi fatti sul debito che aveva nei confronti di Bologna, delle ambizioni da far coincidere «altrimenti sto a casa con la famiglia» e così via, siano apparsi come un tentativo – mal riuscito – di tenersi una porta aperta per un’eventuale chiamata di una big. Quella che, ad oggi, non è arrivata.

Tosco – Radio 1909

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