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Negazionismi

Negazionismi

Il piano di investimenti di Saputo prevedeva, come ripetuto più volte da Fenucci nel corso degli anni, un periodo di assestamento nella massima serie utile a sistemare faccende collaterali come stadio, centro tecnico, merchandising, marketing ecc., tutte cose trascurate dalle gestioni precedenti, per poi concentrarsi nella seconda fase (cioè questa) ad elevare il livello della squadra parallelamente al restyling del Dall’Ara.

Seguirà poi una terza fase, quella del definitivo salto di qualità, con un’ulteriore iniezione di denaro sulla rosa e la costruzione di un network con alcune società satellite, che unitamente ai primi introiti derivanti dal nuovo stadio completeranno il lavoro per arrivare a quell’obiettivo che è l’autofinanziamento, indispensabile per quasi tutte le squadre del mondo.

Riflettendoci bene, si sta avverando proprio ciò: alla fine del suo primo decennio rossoblù, Saputo avrà immesso nel Bologna all’incirca tre tranche da 100 milioni l’una, ripartite tra squadra, centro tecnico, stadio e ampliamento della struttura societaria.

Ricordo sempre molto bene le prime parole del patron, la sera della promozione in Serie A, ripetute anche ai microfoni di Sky, che illustravano un progetto decennale e sottolineavano come lui stesso e la dirigenza sarebbero dovuti passare anche attraverso scelte impopolari.

Tutto questo sta avvenendo: le scelte impopolari non finiranno qui (si chiamano plusvalenze), il centro tecnico verrà completato, lo stadio si farà e le varie componenti sono già a regime (marketing, merchandising, scouting, settore giovanile ecc.), devono solo crescere ulteriormente.

Basta(va) credere nel progetto da tanti contestato o addirittura negato: ricordo molto bene le critiche assillanti del «non esiste un progetto, figurarsi decennale…».

Se tutto ciò non è un progetto, ditemi voi questo come si chiama… Esistono ovunque i negazionismi.

Tosco – Radio 1909

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