Pulgar-Fiorentina possibilità concreta, i viola pronti a pagare la clausola rescissoria

Puvratta mè

«Puvratta mè», diceva sempre mia nonna quando le sue povere orecchie dovevano sentire corbellerie a vanvera. E mio nonno rispondeva a tono: «Ma sa tin frega, lasa chi scorran», poi però lei continuava e lui di conseguenza sacramentava, diciamo così.

Quando leggo o ascolto coloro che criticano la clausola rescissoria sul contratto di Pulgar mi va il sangue alla testa, altro che il ‘puvratta mè’ della nonna: un conto se a farlo sono i tifosi, quelli possono anche ragionare di pancia, ma gli addetti ai lavori no, loro non possono, loro sanno benissimo che era l’unico modo per non perdere il calciatore a parametro zero, e a gennaio 12/15 milioni di euro erano una cifra più che logica.

Parlare di errore imperdonabile, come scritto o dichiarato ieri, è esercizio veramente tendenzioso.

Nel momento in cui il Bologna sembra aver finalmente intrapreso un percorso logico, con cariche ben definite e nuovi investimenti sulla squadra, sottolineare come errori quelli che all’epoca non lo furono è solo un voler inquinare le acque.

La santa pazienza della mia povera nonna purtroppo non l’ho ereditata, ma il sacramentare del nonno sì.

Tosco – Radio 1909

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