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Anno nuovo, geni nuovi

Anno nuovo, geni nuovi

A conferma immediata di quanto scritto nell’ultima rubrica («Ma perché poi il 2019 dovrebbe essere meglio del 2018?») sono bastati pochi giorni di anno nuovo per essere rassicurati sul fatto che la quota di geni in circolazione non diminuirà.
Ce ne sono vari che già si sono segnalati all’attenzione nazionale, e vado in ordine sparso. Potete scegliere voi la classifica tra i seguenti brillanti candidati:

  • il vice-sindaco leghista di Trieste che, fiero, butta nella spazzatura le coperte di un clochard, documentandolo su un post a petto gonfio, per poi piagnucolare di essere stato «strumentalizzato» (te pareva: e da chi?) e di «non essere razzista» (sono loro che son barboni). Ma il massimo è che è stato multato perché li ha messi nei cassonetti sbagliati;
  • il sindaco di Luzzara, del PD, che emette l’ordinanza anti-odio, rivolta soprattutto agli haters, prevedendo sanzioni culturali e attaccando un pippone sulla perdita dei valori per poi essere sbugiardato nel giro di un tweet: fino a due giorni prima aveva insultato sul Web Salvini e Di Maio. «Mi sono autopunito», s’è giustificato. Levategli il computer;
  • il genitore riminese che ha chiamato suo figlio Bruno Vespa in onore del suo idolo e proponendogli di fare da padrino al piccolo (perché non farglielo battezzare direttamente?). Il regalo è pronto: un bel plastico;
  • il sindaco di Zola Predosa che ha lanciato l’allarme per una strana donna che si aggira in paese con una tunica bianca, probabilmente una squilibrata, e poi ha scoperto che si trattava di una performance di teatro catartico (parecchio catartico, direi, se scegli di girare per Zola in tunica);
  • lo scrittore francese cinquantenne e bruttino che, per promuovere il suo libro, scandalizza tutti dicendo in un’intervista che lui non si innamorerà mai di una cinquantenne perché sono vecchie e brutte, meglio i corpi delle venticinquenni. Considerando che i libri li leggono quasi solo le donne, complimenti per la strategia marketing: si merita un bel boicottaggio, uno sciopero della topa a oltranza (di qualsiasi età) e uno specchio.

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