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Asia Argento e l'ipocrisia della TV

Asia Argento e l’ipocrisia della TV

A me Asia Argento è sempre stata profondamente e visceralmente antipatica. A cominciare dal nome che le diedero in culla, quindi molto prima di diventare una scadente attrice e un cliché di pariolina maledetta.
Credo che la sua partecipazione nella crociata anti-Weinstein e comunque a sostegno della ribellione femminile al più gretto e odioso maschilismo nel campo del lavoro, abbia finito per nuocere la stessa nobile causa. Più nobile e necessaria della credibilità di chi la porta avanti («eh ma dovevano denunciare prima» e così via).
Della sua vicenda legale con l’attorucolo minorenne non mi importa nulla e credo che sia del tutto irrilevante sapere chi abbia ragione o spari meno balle in questa squallida vertenza voyeroticogiudiziaria.
Ma trovo di un’insopportabile ipocrisia medievale la scelta di farla fuori da X Factor, dove potrebbe essere sostituita dal bolognese Lodo Guenzi, leader de Lo Stato Sociale.
A me i ragazzi de Lo Stato Sociale fanno invece simpatia, li trovo divertenti e scanzonati, e capisco che sia bello, inebriante e anche conveniente surfare sull’onda del successo come se non ci fosse un domani. Mi chiedo però se convenga loro davvero essere così inflazionati, ormai sono ovunque. Il periodo ‘duri, puri e indipendenti’ mi pare se lo siano lasciati serenamente alle spalle, verso un onesto anti-conformismo conformista.
Mi ributta dunque lo show business plastificato e artificioso – anche di quelle emittenti che vogliono darsi una veste più spregiudicata, giovanilistica e progressista, a colpi di scenografie e coreografie ed effetti speciali stordenti – che vuole decidere anche come, quando, quanto e dove i loro protagonisti trasgressivi, scomodi e scandalosi debbano trasgredire, scomodare e scandalizzare.

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