Sempre e Comunque
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Bello senz'anima

Bello senz’anima

Premessa doverosa: sono di parte. Amo il PalaDozza visceralmente. Ci sono cresciuto, mi ci sento a casa e – qualcuno forse lo avrà visto – ho anche dedicato un docufilm alla sua ricca e suggestiva storia.
Non c’entra, invece, la questione Fortitudo o Virtus. Anche se le V nere hanno giocato negli ultimi vent’anni a Casalecchio, i meno giovani sanno benissimo che piazza Azzarita è la casa del basket bolognese e lo è dunque di entrambe le squadre. La Virtus ha comunque giocato al Madison molte più partite (e vinti più titoli) di quanto non abbia fatto nel Tartarugone.
Credo che sia positivo e anche necessario – non uno spreco – avere nell’area metropolitana un’altra arena molto più capiente come la Unipol, non solo in chiave sportiva. Eppure, dopo ormai 25 anni, non riesco proprio a sentire come ‘casa’ l’hangar di Casalecchio, anche l’altra sera per il concerto di Cesare Cremonini ho avuto lo stesso impatto di sempre varcandone gli ingressi: lo trovo cupo, freddo, privo di fascino, male illuminato, triste, scuro. Senza calore e quindi anonimo. Un contenitore senza personalità. Funzionale ma non accogliente. Sta al PalaDozza come un centro commerciale sta al Quadrilatero.
È solo questione di illuminazione e arredo stilistico? È irrimediabile? È solo una mia sensazione o anche la vostra?

© Riproduzione Riservata

Foto: unipolarena.it