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C'Hera una volta

C’Hera una volta

Stamattina ho aperto la cassetta della posta col consueto timore, tanto ormai ci si trovano solo rogne (un po’ come quando squilla il telefono fisso di casa il cui numero lo hanno solo i call center e le zie ottuagenarie). Invece mi sono commosso: ho trovato un assegno di Hera da 89 euro circa per un rimborso di non ho capito cosa. Forse lo incornicio, invece di incassarlo. Ma la gratitudine non mi impedirà di affermare qui, non certo per primo, che la raccolta dei rifiuti nel centro di Bologna fa veramente schifo.
Lo spettacolo dei sacchi colorati ammassati sotto i portici è indecente e inaccettabile. Per una città che oltretutto ha aperte ambizioni turistiche. Come si è potuto progettare un simile scempio? Dove si è sbagliato? Resto davvero basito nel constatare che la precisione e coscienza pretese inderogabilmente dal cittadino nell’adempimento dei propri doveri (l’atteggiamento su multe e tasse è quasi persecutorio) divenga flessibilità e tolleranza nell’approssimazione di questo servizio fondamentale, anche solo sul piano del decoro urbano. Se esigi la massima efficienza devi contraccambiare con la massima efficienza, non c’è scampo.
Ma soprattutto, quando si rimedia?
Il sindaco Merola assicura che si stanno studiando soluzioni. Speriamo rapide. Di sicuro non è un sistema semplice, ma non sono d’accordo sul fatto che i cassonetti fossero più brutti di quei cumuli di sacchi sparpagliati a casaccio nelle vie. Non si tornerà indietro, forse si aggiungeranno un po’ di bidoncini carini (basteranno?). E le telecamere per smascherare i furbetti del rusco, quelli che differenziano male, col risultato che vedremo la gente andare a buttare la spazzatura incappucciata come per una rapina in banca.

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Foto: bologna.repubblica.it