Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Halloween a Predappio

Halloween a Predappio

A me i fascisti di Predappio non spaventano né scandalizzano. Li compatisco, soprattutto. Lo fanno tutti gli anni: sembrano un po’ quelli che la domenica mattina si ritrovano vestiti da Star Wars, si chiamano cosplayer. È un anticipo di Halloween, ovviamente di pessimo gusto. Sono ridicoli.
Non dico cosa penso di quella signora che indossava la t-shirt ‘Auschwitzland’ coi caratteri della Disney e sulle sue prima fiere poi goffe spiegazioni all’inspiegabile: anzi spiegabilissimo, ma appunto non dico cosa ne penso perché trascenderei nel penale e preferisco stigmatizzare tutti gli insulti sessisti ed estetici – visto che non si tratta esattamente di Belen – che ha ricevuto, altra forma di razzismo diversa.
Perfino Forza Nuova l’ha cacciata: era troppo pure per loro. Ma per quell’estrema destra era troppo perché controproducente, perché sporca di ridicolo e farsesco una loro politica molto più cinica, seria, ambiziosa e concreta. Pericolosa. Mi spaventano molto di più tutte le manifestazioni e le parate para-militari attuali di Forza Nuova e CasaPound, più che le rievocazioni/scampagnate in costume di Predappio.
Quelli di Predappio li trovo innocui, non più pericolosi di chiunque sia armato di un voto ma non di un cervello. Così come Forza Nuova, credo che concentrarsi a condannare una carnevalata e la maglietta di una macchietta, sia controproducente per l’antifascismo stesso. Magari il fascismo pericoloso fosse quello lì. Quello è fin troppo facile da individuare, disinnescare e ridicolizzare.
Mi preoccupano molto di più i quotidiani autoritarismi, razzismi, la quotidiana violenza verbale, l’odio sociale che contagia molti o molti li fa ora sentire più forti, ascoltati, potenti, spudorati. Mi spaventa il cinismo degli intelligenti. Mi spaventa questo imbarbarimento interiore ed esteriore anche tra quelli – la maggioranza – che certo non si travestono in modo patetico per marciare a Predappio, ma in qualche modo si sentono nei comportamenti di ogni giorno più legittimati a odiare, urlare, discriminare. Poi, mi domando due cose:
1) se esiste – ed esiste – una legge che punisce l’apologia di fascismo, perché non viene applicata in questi casi? Non entro nel merito: giusta o no, superata o no, ognuno la pensi come vuole. Ma se esiste va applicata;
2) il Comune di Predappio, amministrato dal PD, è contento? Mentre molti altri comuni vietano nei luoghi pubblici manifestazioni di stampo fascista, quello di Predappio ci lucra? Si diverte? Leggo che il sindaco si indigna per lo show dei camerati: Predappio non è questa! Ah no? Mi pare un po’ ipocrita questa indignazione. In particolar modo, trovo folle che pensi alla realizzazione di un museo del fascismo (magari chiamandolo con un altro nome, ma quello sarebbe). L’etica è dunque solo questione di denaro? L’antifascismo ha un prezzo? Si professa solo finché non è business e allora vanno bene anche quei pagliacci col fez purché siano sempre di più in pellegrinaggio a comprare souvenir, piadine e strozzapreti?

© Riproduzione Riservata

Foto: repubblica.it