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Il sadismo goliardico degli assessori al traffico

Il sadismo goliardico degli assessori al traffico

Viene il sospetto che il comune denominatore nei provvedimenti relativi al traffico di Bologna sia, da qualche anno a questa parte, il sadismo. Siamo tutti d’accordo che smog e inquinamento vadano combattuti, disincentivando l’uso dell’auto e attuando politiche alternative serie (bus, car sharing, bici ecc.), ma riesce più difficile essere d’accordo anche sulle misure restrittive cervellotiche e complicate che vengono prese. Danno l’idea, i responsabili di Palazzo d’Accursio di prima e di oggi, di procedere per tentativi. Un po’ a ca…so, per così dire. Come quando fu introdotta quell’assurda corsia centrale per i motorini in via San Felice e poi, fischiettando e facendo finta di nulla, s’aspettò che fosse la pioggia a cancellarla.
Gli autovelox su viale Panzacchi e via Stalingrado, per esempio, sono solo slot machine: perché se davvero volessi solo diminuire la velocità media dovresti mettere gli odiosi dissuasori ovunque e non queste tagliole acchiappasoldi. Rallentare di colpo solo in un punto, su otto chilometri di viali, per ripartire a tavoletta subito dopo, serve solo a provocare tamponamenti e, soprattutto, incassare multe. Non certo a salvare vite costringendo a una guida mediamente più responsabile.
Da questa settimana sono diventate fuorilegge le Euro4 dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18. Alè. E da domenica 28 ottobre ci sarà la prima delle sei annunciate domeniche super-ecologiche in cui, teoricamente, potrebbero girare solo le auto elettriche (che a Bologna sono una settantina). Però poi la fantasia e la goliardia del legislatore possiamo apprezzarla ammattendo nello studiare le eccezioni: tra gli esentati ci sono addirittura i ‘poveri’. Sì, davvero: se hai un reddito famigliare inferiore a 14 mila euro all’anno, puoi girare anche con una scassona a carbone e amianto che inquina più di Seveso. Bella rivincita sociale, alla faccia di quelli col Suv. «Sono uno straccione, ma almeno posso intossicarvi: son soddisfazioni». Ma i vigili come controllano, nel caso? Devi girare con la dichiarazione dei redditi dei genitori? Con l’Isee? Con le pezze al culo? Tra l’altro, l’Isee è una pratica piuttosto lunga e complicata da ottenere. E gli evasori, anche in questo caso,  sono dunque agevolati? Potranno sfrecciare solo le fuoriserie dei fantasmi fiscali (i tanti ricchissimi nullatenenti) o le vecchie Mercedes da campo nomadi? Mah.
Il biglietto del bus, se non altro, varrà tutta la giornata. Ma le circolari esterne, per esempio, la domenica non ci sono: le rimettono? Viene potenziato il servizio o ci arrangiamo? Ari-mah.
Il car sharing può girare. Detto che a Bologna le auto del car sharing sono un centinaio scarso, quindi un numero molto limitato, però il principio è che se pago (molto caro, oltretutto: è un servizio che costa troppo) posso inquinare? Se ho un’ibrida, dopo aver fatto anche un investimento ecologico superiore, la devo invece lasciare in garage. Mah.
Poi possono girare le auto con più di tre persone a bordo. Bello: ci si industria, si socializza, si razionalizza, si rilanciano l’autostop e le relazioni sociali. I pranzi di famiglia sono salvi (manco quel vantaggio, non c’è scusa che tenga…). Se non trovo nessuno, per andare al lavoro domenica 28, mi organizzo con dei pupazzi o delle sagome cartonate di mia nonna e mia sorella.
Una domenica a piedi ogni tanto possiamo pure sopportarla, per carità, facendo finta che serva a qualcosa davvero (invece di essere una toppa sulla coscienza), ma rimane davvero interessante la bizzarria dei legislatori.
Io me l’immagino, mentre sono lì che stendono le norme: allora, ‘sta domenica facciamo girare solo quelli coi baffi, quelle con le autoreggenti, gli esodati della Fornero, quelli con la erre moscia e i campioni regionali di Monopoli. Invece devono andare a piedi, anche se hanno l’auto elettrica e fanno i cardiochirurghi, quelli che sono stati in vacanza in Salento, che tifano Inter, che prendono il caffè d’orzo in tazza piccola anziché grande.
Oppure quelli che non sono mai stati ricoverati in Sant’Isaia 90 e non hanno mai fatto l’assessore alla mobilità.

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