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Questioni di cuore

Questioni di cuore

Il pareggio immeritato col Torino dice due cose buone (la reazione finale che forse l’anno scorso non avremmo visto e, per la terza volta, due gol in casa) ma varie negative, tra cui spicca questa: sul piano dell’organizzazione di gioco, è stata forse la peggior partita del Bologna fin qui. Per la prima volta si è vista una squadra che dal primo minuto non sapeva cosa fare in campo (o non ci riusciva manco un po’). Sono state perdute gare, in precedenza, giocate meglio. Altri appunti in ordine sparso.

1) Basta con ‘sta storia/alibi della scarsa qualità dei giocatori. Quella incide sulla classifica finale, ma nella gara secca la qualità inferiore all’avversario non impedisce di fare due passaggi di fila, di battere la Roma (al Bologna come alla Spal), non impedisce al Genoa di pareggiare in casa Juve né al Cagliari di pareggiare a Firenze e così via. Il gap tecnico si colma con le idee e col carattere, il Bologna in nove partite li ha avuti a intermittenza e, contemporaneamente, solo contro Roma e Udinese. Si devono trovare equilibrio e continuità per poter definire l’identità e il potenziale di questa squadra, a oggi ancora sconosciuti. Non è da retrocessione, secondo me, ma non capisco ancora se e quanto possa andare oltre.

2) Perché il Bologna ritrova il fuoco, la rabbia, l’ignoranza, la cattiveria solo quando è disperato sotto 0-2? Meglio tardi che mai, certo, ma perché non prima, specie se l’avversario è più bravo e più grosso?

3) Non solo Palacio: anche Santander, Svanberg, Mattiello e Calabresi devono giocare sempre, naturalmente se disponibili. Anche dopo aver sbagliato – e accadrà per certo  – due partite di fila.

4 ) Orsolini mezzala è un esperimento legittimo molto vicino al fallimento. Meglio ala, nel caso adeguando il modulo. Di sicuro col Toro non era il caso, ha dimostrato il match, di azzardare un centrocampo così leggerino contro quei boiler.

5) L’azione non può essere impostata da Helander sulla rimessa del portiere: non servono cinque indizi, ne bastavano anche solo due per ordinare a Skorupski di rilanciare lungo sui rinvii. Meglio perder palla nella trequarti avversaria, dove almeno ‘El Ropero’ se la batte, che nella propria.

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