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Razzista tua sorella: un caso da manuale

Razzista tua sorella: un caso da manuale

Un piccolo esempio da manuale di fake news ha visto come vittima il Bologna, i suoi tifosi e – per estensione – la città stessa, nello scorso weekend.
Come noto a molti, due improvvidi telecronisti Rai in trance da priapismo cronistico e ansia da prestazione hanno preso fischi per fiaschi durante la diretta della partita di Coppa Italia con la Juventus sabato sera. Hanno scambiato i buu di scherno riservati a Kean dagli spettatori per uno sfottò razzista e sono partiti con la solita filippica – che si erano portata da casa già cotta – di banalità assortite, sempre quelle, così da non esser tacciati di insensibilità. Peccato che poi lo stesso trattamento sia stato riservato dal pubblico a tutti i giocatori della Juve che tirassero in porta, mentre nessun sottofondo s’è mai sentito ai tocchi di palla di Kean, manco dopo il 2-0 da lui segnato. Ci vuole un bel coraggio a farne un caso simile a quello di Koulibaly, buttando dentro tutto al calderone un tanto al chilo. L’importante è indignarsi.
Ancor più grave dell’abbaglio preso (succede), non essersi successivamente corretti. Segno anche che il Bologna merita poco rispetto, come si è notato dal tono quasi dileggiante di tutta la telecronaca.
A nulla è valso che tutti gli inviati nazionali (non bolognesi) sul posto (Gazzetta, Repubblica, Corriere ecc.) abbiano scritto chiaramente che non c’era stato nessun atteggiamento razzista. Ormai la merda era già stata sparata nel ventilatore mediatico, subito ripresa e rilanciata da qualche agenzia e qualche sito web amatoriale (ma molto seguito), e non c’era più niente da fare. Superficialità, improvvisazione, strafottenza, incoscienza, dilettantismo e approssimazione avevano già avuto il sopravvento, e del razzismo della civile Bologna se n’è continuato a dibattere sui canali nazionali e sui social per giorni. Con tanti saluti a chi ancora prova a fare questo mestiere con serietà e onestà intellettuale ai tempi dei social.

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Foto: sportmediaset.mediaset.it