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Domani il rinnovo di Palacio, nessuna offerta ufficiale per Dijks

Una crisi in dieci punti

Dieci spunti di riflessione in ordine più o meno sparso, a 72 ore dall’ora più buia (la maledetta domenica del Dall’Ara) e a poco più di 24 dalla chiusura del mercato.

1) Non resta che sperare nell’effetto Mihajlovic. La squadra – salvo sorpresone improbabili –  non uscirà ridisegnata o fortemente rinvigorita dal mercato. Dunque, come in giugno, si affiderà tutto o quasi all’allenatore. Il Bologna vale più del 18° posto attuale e anche i rinforzi (Soriano e Sansone) nulla possono, s’è visto col Frosinone, se tutto va allo sfascio. Quindi l’unica è che Sinisa dia quella scossa di adrenalina necessaria. Altrimenti, addio.

2) Fare un punto in più dell’Empoli, con lo scontro diretto in casa, non è un’impresa. Inutile stare a deprimersi con altre tabelle e calcoli. Ovviamente a patto che, appunto, l’effetto Mihajlovic sortisca qualcosa, perché altrimenti per il Bologna di domenica scorsa sarebbe un’impresa titanica anche fare un punto in più del Casalecchio.

3) Affrontando i tifosi e la stampa, scuotendo la squadra e chiedendo scusa, Joey Saputo ha fatto forse la prima cosa vera da presidente in quattro anni. O almeno da presidente nell’accezione italiana. Per la prima volta, mi ha fatto umana simpatia.

4) Alle parole di Joey non sono però seguite clamorose inversioni, almeno fin qui, sul mercato. Cambiare allenatore era il minimo. Ma poi? Questo è davvero «fare di tutto» per evitare la Serie B?

5) Inzaghi ha pagato anche le colpe altrui, come accade in questi casi, oltre alle sue. Che ci sono. Non è un agnello sacrificale. Non è innocente. Se la squadra era scarsa (non così scarsa, però), non ha saputo darle nulla e ne ha perso infine il controllo. Magari avrà un futuro altrove. Qui s’è dimostrato come tecnico immaturo e acerbo. Uno degli allenatori più indisponenti e inadeguati visti negli ultimi anni. Ancora troppo calciatore nella testa. Abbiamo capito perché a Venezia, dove ha lavorato bene, nessuno lo abbia rimpianto e trattenuto.

6) Scegliere Inzaghi per migliorare Donadoni s’è rivelato un clamoroso errore. Altrettanto sbagliato perseverare fino al 28 gennaio. Nell’accanimento terapeutico è stato perso tempo prezioso e il paziente s’è aggravato. Forse però non avremmo visto arrivare nemmeno Sansone e Soriano, dalla stessa scuderia di Inzaghi.

7) La missione di Bigon a Bologna è fallita. Aveva poco da spendere, vero, e ha fatto una bella plusvalenza con Verdi. Ma ha sbagliato allenatore e troppi giocatori. È un anno che bisogna prendere un difensore forte e ancora stiamo aspettando (e aspetteremo…). Anziché rimettere il proprio mandato, lo abbiamo sentito giustificarsi e, all’incirca, minimizzare. Si è assunto le sue responsabilità, ci mancherebbe, ma la seconda parte del discorso è opinabile, le conclusioni e conseguenze altrettanto. Se un operato di tre anni ti porta ad aggrapparti a un errore arbitrale come alibi per uno scatafascio simile, forse hai una percezione della realtà non corretta. Il Bologna – comunque vada a finire il campionato – deve cercarsi un altro direttore sportivo con pieni poteri e maggiore personalità. Ma non lo farà – a quanto mi risulta – prima di giugno. Se non altro, nel frattempo ha un allenatore che non necessita di tutor.

8) Nei panni di Santander non sarei felicissimo. Non è certo un fenomeno, d’accordo. Ma si è sbattuto come un dannato, è stato uno dei pochi giocatori decenti in un deserto di calcio e risultati. Ha fatto 5 gol in una squadra asfittica e ne è il capocannoniere. Perché deve essere accantonato e sentire continuamente che tutti vogliono resuscitare Destro?

9) Il percorso stadio (bellissimo progetto) deve andare avanti parallelamente e indipendentemente dalle vicende del campo. In cinque anni si fa in tempo ad andare in B e in Europa due volte (per dire). Era meglio preoccuparsi di più dell’aspetto tecnico, siamo tutti d’accordo, ma basta con ‘sta inutile tiritera.

10) Facciamo conto che il Bologna sia già in B (non richiede certo uno sforzo di fantasia). Però per i prossimi 4 mesi giocherà in A come prima della classifica di Serie B: se in 17 partite riesce a fare un punto in più dell’ultima di A (l’Empoli), viene promosso con un anno di anticipo. Facciamo una tregua e proviamo a viverla così, non vedo altre vie. Poi si faranno i conti.

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