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Un weekend da incorniciare

Un weekend da incorniciare

Detto che il capolavoro che mi ha emozionato di più nel weekend è stato quello firmato da un artista paraguaiano, ‘El Ropero’, intitolato ‘Cabezón in San Siro’, va riconosciuto che Art City è stato un bel successo bolognese.
Si sono viste opere bellissime e bruttissime, geniali e assurde, emozionanti e incomprensibili, stupefacenti o irritanti. È tutto soggettivo, non importa essere esperti o appassionati. L’importante è che fossero tutte fruibili gratuitamente dal pubblico, un modo giusto – per chi amministra e divulga – di avvicinare la gente all’arte. Un’occasione anche per conoscere tanti luoghi della città normalmente chiusi o riservati – case, palazzi, cortili, musei, gallerie eccetera: pensate per esempio al solo Modernissimo – indipendentemente da che cosa esponessero.
Nel weekend di ArteFiera la città ha saputo cogliere l’opportunità di organizzare una specie di festival diffuso aperto a tutti, soprattutto a quelli che magari in fiera non ci hanno messo piede.
È un’idea che ogni anno prende maggiormente consistenza e che andrà sempre di più arricchita e colorata. Un momento in cui una città fa il suo dovere e i cittadini ne godono, approfittando dell’offerta. Una Bologna vivace e frizzante, non solo per i turisti, percorsa da un allegro via vai di visitatori.
Peccato che questa opportunità arrivi sempre in questi weekend freddi e piovosi d’inverno: che meraviglia se la White Night fosse primaverile. Immagino che un complicato incastro di date nel calendario fieristico e artistico lo impedisca (come se si volesse spostare in altro momento la Mostra del Cinema di Venezia), ma sarebbe davvero bellissimo poter organizzare un evento simile anche (o solo) quando la città si risveglia dopo il letargo invernale.

© Riproduzione Riservata

Foto: artefiera.it