Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Rassegna stampa 20/11/2017

Rassegna stampa 20/11/2017

RESTO DEL CARLINO

È LA PARTITA DI DESTRO

Tempo scaduto per Mattia. La sfida di staserà dirà molto del suo destino a Bologna: Donadoni gli dà fiducia, sarà titolare contro il Verona. Solo quattro volte il numero 10 è partito dall’inizio in questo campionato. Ieri in conferenza stampa l’allenatore ha elogiato l’intensità messa negli allenamenti delle ultime due settimane, ma ora sta al centravanti confermare queste buone impressioni.

Formazione: Krafth, fresco qualificato per i Mondiali, partirà titolare. Probabili chance per Maietta e Taider.

REPUBBLICA

CROCEVIA BENTEGODI

O la metà sinistra della classifica o la lotta salvezza. Nella sfida di stasera a Verona, contro l’Hellas penultimo, non ci sono mezze misure: vincere significherebbe tornare nelle zone alte, perdere rimanere risucchiati ancora nella lotta salvezza e rimettere in gioco le speranze dei gialloblù. Mai partita è stata più decisiva per orientare le sorti di un campionato da quando c’è Donadoni in panchina.

CORRIERE DELLO SPORT – STADIO

BOLOGNA COL TRIDENTE

Confermato il 4-3-3: Verdi e Palacio larghi, liberi di svariare, e Destro in mezzo, ad aspettare i loro suggerimenti e gli spazi che gli apriranno. Il Bologna cerca di tornare al gol sfornando il tridente più offensivo che l’organico possa offrire in questo momento. Occhi ovviamente puntati su Mattia, che ancora non ha segnato e che cerca di rilanciarsi per non finire di nuovo al centro del dibattito del mercato di gennaio.

CORRIERE DI BOLOGNA

L’EX PECCHIA E I SUOI RICORDI IN ROSSOBLÙ: «SBUCAVO DAL ‘TOMBINO’ E FACEVO GOL»

Parla l’allenatore del Verona, per tre volte a Bologna nella prima metà degli anni Duemila: «Dopo lo spareggio contro il Parma andai via con le lacrime agli occhi, non potevo credere a quello che avevo visto. Se il Bologna quella partita l’avesse vinta avrei potuto continuare a giocare in Serie A in una città che adoro: per me sarebbe stato il massimo della vita. In B avevamo una squadra molto forte, con Zauli, Bellucci, Marazzina e Colucci, ma quella terribile retrocessione non l’avevamo ancora dimenticata».