Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Federico Viviani in allenamento a Casteldebole

RS, 02/09/2016

Mirante, dopo la paura un cauto ottimismo. E per i nuovi primo giorno a Casteldebole ‒ La grande paura sta via via lasciando il posto ad un cauto ottimismo, e forse anche a qualcosa di più. Solo all’inizio della prossima settimana, quando verranno completati tutti gli esami del caso, si saprà con esattezza di che natura è il problema cardiaco (perché ormai è chiaro che di questo si tratta) accusato da Antonio Mirante e quali saranno i tempi di recupero. A quanto emerge, il portiere rossoblù ha accusato il malore mentre si trovava in treno, avvertendo un’improvvisa accelerazione del battito cardiaco. È così sceso a Roma, ha contattato i medici rossoblù e quindi il professor Carlo Zeppilli, luminare in materia. Servono ovviamente tutti gli accertamenti del caso, perché un’accelerazione del battito cardiaco comporta un esteso ventaglio di possibili origini. Però, a quanto trapela, se tutti gli esami daranno gli esiti sperati, Mirante potrebbe tornare nel giro di un mese, forse meno. Ieri il Bologna ha consegnato in Lega la lista dei giocatori e il numero 83 (al pari di Acquafresca) non figura nell’elenco. Per i portieri, però, il regolamento consente modifiche in qualsiasi momento senza aspettare gennaio. Quando avrà risolto i problemi di salute, quindi, Mirante potrà tornare subito a disposizione. Non così Acquafresca, che almeno fino a gennaio resterà confinato in tribuna.
Intanto ieri prima giornata in rossoblù per i nuovi arrivati (con Helander e Torosidis che hanno invece raggiunto Krafth e Oikonomou nelle Nazionali di Svezia e Grecia). Ferrari, Donsah, Floccari e Maietta hanno lavorato ancora a parte. «L’offerta del Bologna – sono le parole di Viviani – è stata una grossa emozione. Sono contentissimo di essere qua, era assolutamente quello che volevo. Voglio mettermi a disposizione dell’allenatore, della squadra e dei compagni, conoscere bene l’ambiente e lo spogliatoio e cercare di integrarmi il prima possibile. Credo sia fondamentale capire che cosa vuole Donadoni e creare un buon rapporto con i compagni, poi con la massima umiltà possibile cercherò di migliorarmi giorno dopo giorno per dare una mano e raggiungere i nostri obiettivi. A Verona abbiamo vissuto una brutta annata sotto tutti i punti di vista, oggi ho solo voglia di fare bene, riscattarmi e dare il massimo per questa maglia. Sono un centrocampista centrale, posizione da cui passa tutto il gioco della squadra e derivano grandi responsabilità. Ho scelto il numero 6, lo stesso che avevo nella Primavera della Roma, spero mi porti bene. Bologna è certamente una piazza bellissima, tutti mi hanno parlato benissimo della città e dei tifosi. Ho già giocato contro il Bologna, quindi ho visto che allo stadio c’è un grande clima. Spero di poter sentire parecchie esultanze per i nostri gol».
«Quella di lunedì – sono invece le parole di Alfred Gomis – è stata una giornata movimentata, e quando mi è stata offerta l’opportunità di venire a Bologna non ci ho pensato due volte. Sono cresciuto nel settore giovanile del Torino, arrivando fino alla prima squadra, dove per un anno sono stato terzo portiere prima di passare a Crotone, Avellino e Cesena in prestito. Quest’anno ero rientrato a Torino, poi è arrivata l’opportunità di firmare per il Bologna e l’ho colta al volo. Sono qui per dare il mio contributo alla squadra e mi auguro di crescere a mia volta con l’aiuto del gruppo». Infine, Umar Sadiq: «La mia stagione è iniziata già da tempo, ho disputato le Olimpiadi con la mia Nazionale e sono andate alla grande per noi della Nigeria. Adesso sono a Bologna, e non vedo l’ora di iniziare. Arrivo con la voglia di fare bene e dare tutto per questa maglia. Sono un attaccante che vuole aiutare la squadra, adatto volentieri le mie caratteristiche a quello che mi chiede l’allenatore. Giocherò con la maglia numero 19, un numero che mi porta fortuna».

Foto: bolognafc.it