RS, 03/03/2017

RS, 03/03/2017

Contro la Lazio Destro sì, Maietta quasi. E qualche novità potrebbe esserci anche in mediana ‒ Un ritorno che sembra ormai certo e uno su cui aleggia ancora un punto interrogativo ma che sta prendendo sempre più quota. A due giorni dall’impegno con la Lazio, l’undici che scenderà in campo al Dall’Ara continua a prendere forma, e tutti gli indizi portano a credere che Mattia Destro ritroverà una maglia da titolare. Il numero 10 ha lavorato sodo in questi giorni per recuperare dall’infortunio alla caviglia, è reduce dalla panchina contro il Genoa e sembra ormai pronto per tornare dal primo minuto. Magari la forma potrebbe non essere delle migliori, ma l’eventuale esclusione sarebbe solo figlia di una scelta tecnica, soluzione che al momento rimane remota. A proposito di ipotesi, c’è anche quella che prevede due attaccanti, ovvero Destro con Petkovic.
Il punto interrogativo resta invece sull’impiego dal primo minuto di Domenico Maietta, che ieri, dopo aver lavorato a parte, per una mezzora si è aggregato alla squadra nella seduta che i rossoblù hanno svolto al Dall’Ara. Gli allenamenti di oggi e domani serviranno a Roberto Donadoni per capire se poterlo impiegare dal primo minuto in coppia con Marios Oikonomou o se dare una maglia da titolare a Filip Helander. Restando alla difesa, sembra ad oggi complicato il recupero in vista della gara con la Lazio di Emil Krafth, alle prese con una ferita sotto al ginocchio rimediata a Marassi, mentre Daniele Gastaldello dalla prossima settimana dovrebbe riprendere a correre in campo ma ne avrà ancora per una decina di giorni. Tornando al probabile undici anti-Lazio, continuano a restare alte le chance di una maglia da titolare per Godfred Donsah, in un centrocampo che potrebbe ritrovare dal primo minuto anche Erick Pulgar.
Quello contro gli uomini di Simone Inzaghi sarà un match importante e delicato, visto che i rossoblù sono chiamati a riallacciare i contatti con una vittoria che manca ormai da un mese e mezzo. Un lungo rush finale da qui al termine del campionato in cui da tutti dovranno arrivare segnali importanti sia dal punto di vista dei risultati che, soprattutto, della crescita dei singoli e del gruppo, anche per gettare le basi per la prossima stagione. Il contratto di Donadoni scade nel 2018, il feeling con il patron Joey Saputo è notoriamente saldo e resta quindi concreta la possibilità di un rinnovo contrattuale, verosimilmente fino al 2020. A quel punto, se non ci saranno intoppi, Donadoni diventerebbe anche l’allenatore che è rimasto più a lungo sulla panchina del Bologna: sarebbero infatti cinque anni sotto le Due Torri, mentre Bernardini, Pesaola, Ulivieri e Guidolin si sono fermati a quattro.