Luca Cigarini in azione (foto: Goal.com)

RS, 05/07/2016

Krejčí sempre più vicino. Bigon vede anche l’agente di Cigarini ‒ È ormai sempre più intenso il lavoro sul mercato in casa Bologna. Anche ieri sono proseguiti i contatti per vestire di rossoblù Vladislav Krejčí: la fumata bianca non è ancora arrivata ma la trattativa prosegue senza intoppi, e il giocatore dello Sparta Praga sembra sempre più vicino. Sempre ieri, il direttore sportivo Riccardo Bigon ha incontrato l’agente di Luca Cigarini: l’eventuale trattativa dipende però dalla partenza o meno di Amadou Diawara, e la posizione del Bologna da questo punto di vista non cambia: il centrocampista guineano partirà solo a fronte di un’offerta in contanti di 15-20 milioni. Ecco perché al momento non sta decollando la trattativa con la Roma, che offre contropartite, e neppure quelle con il Napoli (ieri il d.s. Cristiano Giuntoli è stato segnalato a Bologna) e Valencia, che non arrivano alle cifre richieste dal club rossoblù.
Resta poi aperto lo spiraglio per la conferma di Emanuele Giaccherini: la volontà di entrambe le parti è andare avanti insieme, ma resta da affrontare il nodo dell’ingaggio. Anche Matias Suarez rimane una possibilità dopo che l’Anderlecht ha smentito la trattativa con il Belgrano. In realtà, il giocatore avrebbe già l’accordo con il club argentino, il quale però non vuole riconoscere soldi all’Anderlecht, che proprio per questo preferirebbe il Bologna.
In questi giorni potrebbe esserci un vertice di mercato tra la dirigenza e Roberto Donadoni, che intanto ieri è intervenuto ai microfoni di Radio Uno parlando innanzitutto della Nazionale. «Se avessi dovuto ragionare solo in termini economici o di convenienza, avrei detto sì alla proposta per la panchina azzurra. Ma non sono fatto così: alla fine guidare l’Italia è una grande responsabilità, c’è tutta una nazione e un intero movimento a cui rendere conto e in tutta onestà non me la sono sentita: c’è chi mi diceva che sarebbe stata una rivincita, ma non voglio vivere di rivincite». Ha, naturalmente, influito anche il Bologna: «Ho fatto una scelta diversa anche perché ho preso un impegno con una società e con un presidente che ritengo essere un grande presidente, quindi ho preferito andare avanti così».
A proposito dei rossoblù e Italia Donadoni ha anche spiegato che «uno come Masina, ad esempio, deve essere pronto per il ciclo Ventura. Come ho detto alla squadra nel pre-ritiro, non possiamo pensare che ciò che abbiamo fatto lo scorso anno basti, perché non sarà sufficiente. La crescita deve farci salire di uno step e questo vuol dire valorizzare ancora di più i nostri giovani: il Bologna ha ragazzi interessanti che non hanno ancora capito bene quale potrebbe essere loro dimensione, se io sarò bravo e loro mi seguiranno nel ragionamento avremo materiale valido per la Nazionale».