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Un'ernia alla schiena il motivo del lungo stop di Da Costa

RS, 10/11/2016

Da Costa: «Non vedo l’ora che Mirante torni. E Destro è carico» ‒ Da fine agosto, da quando cioè Antonio Mirante è ai box per problemi cardiaci, difende – e bene – la porta del Bologna. Quella di domenica contro la Roma potrebbe però essere stata l’ultima partita da titolare, in questo scorcio di stagione, per Angelo Da Costa. Il condizionale è ancora d’obbligo, perché di mezzo ci sono il via libera ufficiale all’attività agonistica per Mirante (questione comunque di ore, al massimo di giorni) e le decisioni dello staff tecnico. Da Costa, che ieri ha incontrato i tifosi allo Store in Galleria Cavour, ha confermato ancora una volta perché è così apprezzato e benvoluto nell’ambiente rossoblù: «Fossi nel tecnico – ha detto il numero uno brasiliano – non avrei dubbi. Ammiro così tanto Antonio che quando tornerà il posto dovrà per forza essere suo. Io l’ho tenuto finché potevo, ma domenica saremo felici di rivederlo in campo. Con lui ho un rapporto bellissimo. Tutti lo conoscono come portiere ma io anche come persona, ed è un ragazzo straordinario che mi è stato molto vicino anche durante la sua assenza dal campo. Devo ringraziarlo molto, adesso non vedo l’ora che torni a giocare». E lui tornerà, con professionalità e lo spirito che lo hanno contraddistinto sinora, a fare il vice: «Mi fa piacere ricevere complimenti per come svolgo il mio lavoro di secondo, perché il calcio è gioco di squadra e tutti devono portare il proprio contributo. Allenarsi bene vuol dire stimolare il primo a fare ancora meglio, e quindi il grande campionato di Mirante dello scorso anno potrebbe anche essere dipeso dal fatto che tutti quanti lavoriamo sodo perché lui possa arrivare a giocare nella miglior condizione possibile». E per certi versi, lo stesso discorso vale per Mattia Destro: «È molto carico – ha rivelato Da Costa – anche oggi in allenamento si sentiva bene e noi lo stiamo incitando perché è troppo importante per noi». Il portiere si è poi soffermato sul momento della squadra: «Quando non si vince è perché molte cose non sono andate per il verso giusto. Potremmo anche dire che abbiamo giocato con squadre forti e che il momento non è favorevole, ma non dobbiamo aggrapparci agli alibi. L’unica cosa che dobbiamo fare è ritrovare la vittoria, cominciando fin dalla prossima partita contro il Palermo. Abbiamo parlato molto tra noi e tutti ci siamo presi le nostre responsabilità. Abbiamo capito che siamo un gran gruppo, ma se non arriva il risultato dobbiamo migliorare. I nostri giovani sono bravi, ma l’esperienza di Maietta e Gastaldello ci manca. Nello stesso momento a Roma non c’è stata squadra che non abbia sofferto. Ci è mancata in queste ultime partite la gestione del risultato, a cominciare dal sottoscritto. Bisogna vincere e non fare sconti a nessuno. Non stiamo attraversando un buon momento e c’è bisogno di tutti: per questo non vedo l’ora che Destro torni a segnare e Mirante a parare».
Quello dei portieri non è argomento che, a gennaio, possa interessare il mercato rossoblù, mentre l’attacco sì. Con ancora due mesi, scarsi, davanti oggi ogni discorso può essere prematuro, ma qualche nome inizia a circolare: solo ipotesi al momento, se non vere e proprie suggestioni, che peraltro riguardano alcuni giocatori che potrebbero essere annoverati nel gruppo degli ‘scontenti’. Suggestione come quella che riguarda Manolo Gabbiadini. Da tempo si parla del suo rinnovo di contratto con il Napoli, ma l’accordo non è ancora stato siglato e la punta fatica ad entrare nelle idee tattiche di Maurizio Sarri. In ottica Bologna la situazione potrebbe essere tenuta d’occhio qualora il club partenopeo, a gennaio, apra all’ipotesi di una cessione in prestito. Certo, a quel punto le pretendenti per Gabbiadini non mancherebbero, ma è risaputo quale posto speciale Bologna occupi nel cuore della punta. Insoddisfazione si registra poi a Bergamo per Mauricio Pinilla e Alberto Paloschi, che finora non stanno trovando lo spazio sperato.