Dzemaili è arrivato a Bologna, comincia la seconda avventura in rossoblù

RS, 21/03/2017

Il Bologna si gode i gioielli Verdi e Di Francesco. E Dzemaili è già nella storia del club ‒ Secondo e ultimo giorno di riposo per i rossoblù, che da domani – seppure a ranghi ridotti visti gli impegni dei Nazionali – si ritroveranno a Casteldebole per riprendere la preparazione. La vittoria sul Chievo ha comunque acceso i riflettori su tanti protagonisti. A partire da quello che è il capocannoniere di squadra con 8 gol, Blerim Dzemaili, reduce dalla sua seconda doppietta stagionale dopo quella rifilata al Torino. Due sole gare saltate (Lazio e Cagliari per squalifica), 26 presenze da titolare nelle altre 27 gare (non era sceso in campo dall’inizio solo al debutto contro il Crotone perché arrivato pochi giorni prima, ma era entrato nel finale e aveva servito a Destro l’assist per il gol). Le 8 reti segnate (il record personale in A dopo le 7 realizzate a Napoli) hanno fruttato 10 punti, ma leggendo tra i numeri si scopre anche altro. Il numero 31 rossoblù è il terzo centrocampista ‘puro’ che ha segnato più gol in Serie A: davanti a lui solo Hamsik con 10 e Nainggolan con 9.
8 gol come Dybala (con 3 rigori), Callejon e Keita. E se si prendono in esame i gol in casa Bologna, il paragone si fa decisamente illustre: per trovare un altro centrocampista che ha segnato 8 gol in una stagione bisogna tornare indietro al campionato 1963/64, quello dello scudetto, con gli 8 centri di un certo Giacomo Bulgarelli, secondo miglior marcatore della squadra dopo le 21 reti di Nielsen. A 5 gol si erano invece fermati Cristiano Scapolo con Ulivieri e Fabio Pecchia con Guidolin. Ci furono poi le 8 reti di Salvatore Fresi, che peraltro era un difensore. Kone con Pioli arrivò a 6, Poli ne mise a segno 9, ma in Serie B nel 1987/88. Gaston Ramirez ed Emanuele Giaccherini ne hanno totalizzati rispettivamente 8 e 7, ma erano comunque giocatori impiegati in attacco. E Blerim domenica ha trascinato il Bologna al successo, poi ha fatto il giro del campo con il figlio Luan in occasione della Festa del papà e in serata si è concesso un film al cinema con la moglie Erjona, che insieme a lui forma una delle coppie più social del mondo del calcio.
Gli altri due protagonisti del successo sul Chievo hanno il nome e il volto di Simone Verdi e Federico Di Francesco. Detto che per ritrovare due giovani attaccanti a segno nella stessa partita bisogna risalire al 2013 con Gabbiadini e Pasquato, la scorsa estate i due sono costati insieme circa 3 milioni di euro, prelevati rispettivamente dal Milan (che ha il 20% sull’eventuale futura cessione del fantasista) e dal Lanciano. E per ingaggio si collocano nella fascia più bassa della rosa (cifre analoghe per Rizzo, Pulgar e Da Costa): 300 mila euro per Verdi (bonus esclusi), 350 mila per Di Francesco. Nel caso del numero 9, che peraltro rispetto alla scorsa estate ha visto crescere il proprio valore esponenzialmente e comincia ad avere diverse pretendenti, da qualche tempo sono iniziati i colloqui con il suo entourage per un adeguamento dell’ingaggio. Il contratto di Verdi scade nel 2020, quello di Di Francesco l’anno successivo. I numeri, nel caso del numero 14 rossoblù, dicono che con lui in campo da gennaio il Bologna ha ottenuto 4 vittorie (Crotone, Torino, Sassuolo e Chievo), 1 pareggio (Cagliari) e 1 sconfitta (Juventus). Senza Di Francesco, o con un impiego di pochi minuti, sono arrivate 5 sconfitte (Napoli, Milan, Sampdoria, Inter e Lazio) e 1 pareggio (Genoa).
Gli ultimi dati riguardano il cammino del Bologna in questa stagione, che testimonia di fatto una squadra a più velocità. I rossoblù hanno infatti ottenuto una media di 0,18 punti contro le prime 8 del campionato, una media di 1,46 punti contro squadre sostanzialmente di pari livello in classifica e una media di 2,6 contro le ultime squadre in classifica.
Una piccola parentesi la merita, infine, Mattia Destro, che ieri ha compiuto 26 anni. Pare che i compagni rimasti in città gli abbiano organizzato un brindisi-aperitivo a sorpresa e domani, alla ripresa degli allenamenti, potrebbe andare in scena un colloquio con Roberto Donadoni sempre con l’intento di rendere quanto più partecipe il numero 10 rossoblù, dentro e fuori dal campo.