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Mihajlovic fa il miracolo, dalla lotta salvezza al decimo posto: Bologna-Napoli 3-2

Mihajlovic fa il miracolo, dalla lotta salvezza al decimo posto: Bologna-Napoli 3-2

Andiamo a rivivere, attraverso la cronaca, le pagelle e gli highlights di ogni partita, la stagione del Bologna che è appena terminata. Concludiamo con Bologna-Napoli, 38^ e ultima giornata del campionato di Serie A, giocata sabato 25 maggio 2019.

LA CRONACA (di Simone Minghinelli)

Il Bologna per dare l’assalto al decimo posto e chiudere col botto, davanti ai propri tifosi, un campionato che quattro mesi fa pareva destinato al peggio. Il Napoli ormai secondo e senza particolari obiettivi, ma con la voglia di accorciare ancora un po’ il divario dalla capolista Juventus e guardare al futuro con ottimismo. È il Dall’Ara a fare da cornice all’ultimo match stagionale dei ragazzi di Mihajlovic (ricoperto di cori e striscioni carichi d’amore e riconoscenza), che per l’occasione sceglie Santander come centravanti nel suo 4-2-3-1, con Palacio e Orsolini ai suoi lati e Dzemaili al posto dell’acciaccato Poli in mediana. Sul versante opposto Ancelotti, orfano dei titolarissimi Koulibaly e Allan, prosegue nel solco del 4-4-2 con il grande ex Verdi e Insigne sulla fasce e il furetto tedesco Younes ad innescare Milik in attacco.
Nei primi venti minuti meglio gli ospiti, che con un rapido fraseggio palla a terra riescono ad arrivare al tiro in più di una circostanza: al 9’ sinistro secco di Verdi fuori di poco, al 14’ destro a giro di Insigne vicino all’incrocio dei pali, e al 20’ inzuccata di Milik che non inquadra di un soffio lo specchio della porta. Poco dopo Verdi entra malissimo su Dijks ma né l’arbitro né il VAR prendono provvedimenti, quindi lo stesso olandese mette al centro un pallone invitante su cui nessun compagno riesce ad intervenire. È però l’inizio di una fase favorevole ai rossoblù, che spaventano gli avversari con due colpi di testa su corner di Orsolini: al 27’ Santander sfiora la traversa, al 32’ Karnezis dice di no a Lyanco. Al 38’ altra ghiotta chance, con Orsolini che raccoglie un perfetto assist di Palacio e sempre di testa non centra il bersaglio per una questione di centimetri, poi al 43’ arriva finalmente il gol: altro cross al bacio di un superlativo Palacio, ben imbeccato da Soriano, incornata perentoria di Santander e pallone nel sacco. Ma non è finita, perché al 45’ Dzemaili si lancia in una percussione tra le maglie della difesa partenopea e dal limite dell’area lascia partire una rasoiata mancina che fa secco Karnezis per il 2-0, risultato con cui si va al riposo.
La ripresa si apre con un doppia conclusione di Milik, la prima bloccata da Skorupski e la seconda sul fondo, quindi al 14’ un lancio di Fabian Ruiz coglie impreparata la difesa felsinea e libera Ghoulam a tu per su con Skorupski: mancino potente e 1-2 (la successiva revisione VAR non rileva alcun fuorigioco). La Curva Andrea Costa acclama a gran voce Mihajlovic, chiedendo al mister di restare sotto le Due Torri, mentre sul campo Palacio si vede negato un rigore piuttosto solare per uno sgambetto di Albiol. Ancelotti inserisce anche Callejon e Mertens per Verdi (applauditissimo) e Insigne, e il Napoli continua a premere forte, andando ad un passo dal 2-2 ancora con Milik al 22’ e Ghoulam al 26’. I padroni di casa, nonostante la grinta e la compattezza, iniziano a sembrare un po’ sulle gambe, e al 33’ l’ennesimo slalom di Younes libera il piattone vincente di Mertens. Siamo di nuovo pari, e Sinisa prova allora a cambiare qualcosa mandando in campo Destro per Dzemaili, Svanberg per Soriano e Krejci per un esausto Palacio, che riceve una meritatissima standing ovation.
Nel finale i rossoblù dimostrano di avere, oltre alle idee chiare, un cuore enorme. Così al 43’, dopo un clamoroso palo colto da Zielinski, Santander si avventa su un tiro-cross di Svanberg e con una torsione magistrale impatta la sfera nell’unico modo possibile per trafiggere Karnezis: otto reti stagionali per ‘El Ropero’ e 3-2. Il resto è strenua resistenza, visti i cinque interminabili minuti di recupero, e gestione saggia del possesso per blindare la settima vittoria casalinga di fila. E poi festa, tripudio, sorrisi, cori per Mihajlovic che si estendono a tutta la squadra, entusiasmo inesauribile come non si vedeva da tanto, troppo tempo. Con una classifica che dice decimo posto a quota 44 punti, record dell’era Saputo (euforico prima in tribuna e poi sul rettangolo verde) dal ritorno in Serie A nel 2015, un traguardo semplicemente impensabile quel tardo pomeriggio di domenica 3 febbraio, quando il Bologna si presentava a San Siro sponda Inter per cominciare a costruire un’impresa. Da Santander a Santander, quell’impresa è diventata realtà.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo, Lyanco, Dijks; Pulgar, Dzemaili (38’ st Destro); Orsolini, Soriano (38’ st Svanberg), Palacio (41’ st Krejci); Santander.
A disp.: Da Costa, Santurro, Calabresi, Corbo, Helander, Paz, Nagy, Valencia, Falcinelli.
All.: Mihajlovic

NAPOLI (4-4-2): Karnezis; Malcuit, Albiol, Luperto, Ghoulam; Verdi (19’ st Callejon), Zielinski, F. Ruiz, Insigne (19’ st Mertens); Younes (39’ st Gaetano), Milik.
A disp.: D’Andrea, Meret, Hysaj, Maksimovic, Zedadka, Mertens.
All.: Ancelotti

Arbitro: Di Paolo di Avezzano
Ammoniti: 34’ st Zielinski (N)
Espulsi:
Marcatori: 43’ pt, 43’ st Santander (B), 45’ pt Dzemaili (B), 14’ st Ghoulam (N), 33’ st Mertens (N)
Recupero: 1’ pt, 5’ st
Note: 19.351 spettatori (di cui 13.708 abbonati)

LE PAGELLE (di Luca Baccolini)

Skorupski 6 – Non effettua interventi decisivi ma si fa trovare sempre pronto, subendo due gol da distanza ravvicinata. In occasione della rete di Ghoulam farebbe forse meglio ad uscire con maggiore convinzione, ma l’errore principale è della difesa.

Mbaye 6 – Nel complesso una buona gara, come molto spesso gli è capitato sotto la gestione Mihajlovic, ma si fa sorprendere sul gol del 2-2.
Danilo 6,5 – Un’altra partita di grande affidabilità. Chiude in crescendo un campionato cominciato con alcune incertezze. Con Lyanco ha trovato un’intesa perfetta, che ha fatto guadagnare equilibrio a tutto il reparto (22 gol subiti in 17 partite).
Lyanco 7 – Roccioso e impagabile presidio che ha fatto svoltare la stagione del Bologna. Il cambio di passo è partito dalla difesa, e cioè da lui. Senza Helander, col massimo rispetto, tutta un’altra storia.
Dijks 7  Corsa, abnegazione, forza fisica e visione di gioco: un terzino super.

Pulgar 7 – Chiude ogni varco possibile, accelera le ripartenze della squadra e valorizza ogni pallone, in una partita in cui il possesso, com’era prevedibile, è stato per due terzi nei piedi avversari.
Dzemaili 7 – Non segnava dal 21 gennaio 2018 contro il Benevento (il VAR gli aveva annullato una rete spettacolare contro l’Empoli). Il suo ritorno al gol è il coronamento di una carriera ritrovata, che forse ha ancora molto da dire dopo lunghi mesi in ombra.

Orsolini 6,5 – Non segna, ma va vicinissimo al gol con un colpo di testa a incrociare che sfiora il palo. Una stagione memorabile, da degno erede di Verdi, seppur con caratteristiche diverse.
Soriano 6,5 – Accresce la qualità delle giocate, perdendosi un po’ quando si ritrova a dover gestire il pallone in fase avanzata.
Palacio 7,5 – Non sarà la sua ultima stagione, a giudicare dall’energia che ha profuso, dall’inizio alla fine, senza trovare la gioia di un gol al Dall’Ara. Ma ci proverà ancora, c’è da starne certi. Pregevole l’assist per l’1-0 di Santander.

Santander 8 – Doppietta che vale il record di punti nella gestione Saputo. In una stagione travagliata, cominciata con i postumi di un’operazione e viziata da qualche infortunio, 8 gol sono un bottino di tutto rispetto.

Destro 6 – Solo pochi minuti, ma quando entra crea scompiglio in area e il Bologna trova il gol del 3-2.
Svanberg 6 – Dal suo tiro-cross nasce il gol del 3-2 di Santander.
Krejci 6 – Un giro d’onore per consentire la strameritata ovazione a Palacio.

Mihajlovic 10 – Trenta punti in 17 partite, con 7 vittorie di fila al Dall’Ara e una media da qualificazione diretta in Champions League. Gli si era chiesto un miracolo, ha fatto la storia.

Arbitro Di Paolo e assistenti 5,5 – Manca come minimo un cartellino giallo a Verdi per una bruttissima entrata su Dijks al 24′ (al VAR dormivano?), e il tocco di Albiol su Palacio al 60′ sembra da rigore.

GLI HIGHLIGHTS

LA CLASSIFICA 

1. Juventus 90
2. Napoli 79
3. Atalanta 69
4. Inter 69
5. Milan 68
6. Roma 66
7. Torino 63
8. Lazio 59
9. Sampdoria 53
10. Bologna 44
11. Sassuolo 43
12. Udinese 43
13. Spal 42
14. Parma 41
15. Cagliari 41
16. Fiorentina 41
17. Genoa 38
18. Empoli 38
19. Frosinone 25
20. Chievo 17(3 punti di penalizzazione)

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