Mihajlovic firma ed espugna San Siro, è la svolta: Inter-Bologna 0-1

Mihajlovic firma ed espugna San Siro, è la svolta: Inter-Bologna 0-1

Andiamo a rivivere, attraverso la cronaca, le pagelle e gli highlights di ogni partita, la stagione del Bologna che si è appena conclusa. Proseguiamo con Inter-Bologna, 22^ giornata del campionato di Serie A, giocata domenica 3 febbraio 2019.

LA CRONACA (di Simone Minghinelli)

Mihajlovic contro il suo passato per regalare un futuro migliore al Bologna, Spalletti contro i fantasmi del presente per risollevare un’Inter in difficoltà e puntellare la propria panchina. La seconda avventura rossoblù di Sinisa comincia a San Siro senza l’acciaccato Sansone in avanti ma con il nuovo acquisto Lyanco in difesa al fianco di Danilo, mentre l’altro ex granata Edera siede inizialmente in panchina: attacco sulle spalle di Santander, che rientra dal primo minuto, supportato da Orsolini e Palacio. 4-3-3 da una parte, 4-2-3-1 dall’altra, con il tanto discusso Nainggolan sulla trequarti e l’irrequieto Perisic sulla corsia mancina, a completare un pacchetto offensivo che vede Candreva sull’out di destra e capitan Icardi di punta.
Avvio di match col brivido, perché al 2’ Poli passa il pallone a Icardi e l’argentino, tutto solo davanti a Skorupski, calcia incredibilmente sul fondo. Superato lo spavento, i rossoblù iniziano a giocare con intraprendenza e all’8’ serve un mezzo miracolo di Handanovic per neutralizzare una botta di Orsolini dal limite. I padroni di casa faticano ad alzare i ritmi, il pubblico inizia a dare segnali di insofferenza e il Bologna si rende ancora pericoloso al 13’ con un’incornata di Santander su cross di Dijks ma soprattutto al 27’, quando dopo un pregevole uno-due con Soriano lo stesso ‘Ropero’ chiama Handanovic alla seconda prodezza della sua partita.
Il gol sembra comunque nell’aria e infatti arriva al 33’ proprio con Santander, che anticipa tutti sul primo palo e scaraventa nel sacco di testa un corner calciato alla perfezione da Pulgar. A quel punto l’Inter, ferita, prova ad imbastire una reazione, e al 36’ solo la pessima mira di Vecino da sottomisura grazia Skorupski al termine di una bella combinazione sull’asse Perisic-Dalbert. È però un fuoco di paglia, visto che negli ultimi dieci minuti il predominio e le occasioni sono di marca felsinea: al 38’ percussione di Poli e intervento decisivo in scivolata di Soares, e al 39’ smanacciata provvidenziale di Handanovic su angolo indirizzato in porta dal solito Pulgar. A ridosso dell’intervallo c’è ancora lavoro anche per Skorupski, tempestivo nell’uscita bassa su Icardi dopo un errore in disimpegno del regista cileno, poi spazio per i copiosi fischi del Meazza.
La ripresa si apre con una brutta notizia per Mihajlovic, costretto a sostituire subito Lyanco con Gonzalez per un problema muscolare. Al 6’ un evanescente Nainggolan scalda i guantoni di Skorupski con una sassata dalla distanza, quindi una fase di pressione interista si chiude al 20’ con un’inzuccata del neo entrato Lautaro Martinez su rimessa laterale di Dalbert che sibila a lato del palo. Gli ospiti, che in alcuni frangenti si dispongono secondo un dinamico 4-1-4-1, riescono a restare sempre lucidi nonostante le energie inizino a venir meno, anche se al 25’ solo una deviazione quasi fortuita di Danilo (straordinaria la sua prova) impedisce a Icardi, in mezza girata, di pareggiare i conti.
Spalletti inserisce anche Ranocchia per creare maggiore densità nell’area di rigore avversaria, ma la difesa rossoblù ‒ aiutata da tutta la squadra ‒ vive una serata di straordinaria solidità e sventa ogni assalto, rischiando qualcosa solo al 43’ su una volée di Ranocchia allontanata in bello stile da Skorupski e nel recupero su una rasoiata di Lautaro che non inquadra di poco il bersaglio grosso. Finisce così con la vittoria del Bologna, la prima dopo quattro mesi, la prima in assoluto lontano dal Dall’Ara in questa stagione. C’è indubbiamente la firma di un allenatore capace di preparare una gara pressoché perfetta e di completare l’opera in corsa con una lettura intelligente, unita alla prestazione di un gruppo che in meno di una settimana ha saputo resettare ogni cosa, ritrovando compattezza e mettendo in mostra anche una buona dose di qualità. Senza aggiungere altro: è una serata che sa di svolta.

IL TABELLINO

INTER (4-2-3-1): Handanovic; C. Soares (34’ st Ranocchia), Srkiniar, De Vrij, Dalbert; Vecino, Brozovic; Candreva (1’ st L. Martinez), Nainggolan (23’ st J. Mario), Perisic; Icardi.
A disp.: Padelli, Asamoah, D’Ambrosio, Miranda, Gagliardini, Salcedo.
All.: Spalletti

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Mbaye, Danilo, Lyanco (4’ st Gonzalez), Dijks; Poli, Pulgar, Soriano; Orsolini, Santander (42’ st Destro), Palacio (28’ st Krejci).
A disp.: Da Costa, Calabresi, Paz, Donsah, Dzemaili, Nagy, Svanberg, Edera, Falcinelli.
All.: Mihajlovic

Arbitro: Pasqua di Tivoli
Ammoniti: 41’ pt Mbaye (B), 44’ pt Vecino (I), 20’ st Danilo (B)
Espulsi:
Marcatori: 33’ pt Santander (B)
Recupero: 1’ pt, 5’ st

LE PAGELLE (di Luca Baccolini)

Skorupski 7 – Interventi precisi, uscite senza affanno. Chiude bene la visuale a Icardi dopo l’errore di Poli. Grande risposta su Ranocchia a pochi secondi dal termine.

Mbaye 6 – Va spesso in ambasce, ma Mihajlovic lo teleguida a distanza (anche con gesti poco oxfordiani). Alla fine ottiene ampiamente la sufficienza.
Danilo 7 – Imperiale negli stacchi di testa, guida la difesa a quattro con autorevolezza e concede pochissime e per fortuna non letali libertà agli interisti.
Lyanco 6,5 – Ottimo impatto sul campionato. Subito promosso da Sinisa, non fa rimpiangere e anzi ingigantisce gli errori di Helander. Purtroppo esce per un fastidio muscolare.
Dijks 6,5 – Sulla sua fascia non sfonda nessuno, ma resta sempre un po’ timido in fase propositiva.

Poli 6 – Il retropassaggio al primo minuto è da interdizione perpetua. Poi si riscatta, con una partita di nervi e di quantità.
Pulgar 6 – Un errore marchiano in disimpegno rischia di innescare Icardi, ma in fin dei conti mette la palla del calcio d’angolo e procura due o tre occasioni interessanti.
Soriano 7 – Collante silenzioso tra i reparti, in una posizione di finto trequartista, spesso più mezzala aggiunta.

Palacio 6,5 – Applaudito da San Siro, spende tutta l’energia – e la qualità – dei suoi ormai trentasette anni (li compirà tra due giorni). Campione vero.
Santander 7 – Titolare senza dubbi, nonostante l’endorsement di Sinisa per Destro, risponde con un gol no-look che molto dovrebbe insegnare a chi lo considerava un ripiego del mercato. Essenziale per questa squadra.
Orsolini 6 – Mihajlovic lo preferisce al nuovo acquisto Edera, ma la concorrenza sembra giovargli. Buona prestazione, tatticamente intelligente.

Mihajlovic 9 – Pragmatico, realista, cinico, veggente e dieci anni dopo pure simpatico. Dispiace vederlo all’opera solo alla ventiduesima giornata, in una situazione che, nonostante una vittoria insperata, resta ancora complicatissima.

Gonzalez (4’ st) 6,5 – Redivivo, porta un mattone pesante per costruire tre puntoni pesantissimi.
Krejci (28’ st) 6 – Entra e difende con determinazione la fascia mancina.
Destro (42’ st) s.v. – Un paio di stop eleganti, troppo poco per esprimere una valutazione.

Arbitro Pasqua e assistenti 6,5 – Direzione impeccabile di un match corretto.

GLI HIGHLIGHTS

LA CLASSIFICA 

1. Juventus 60
2. Napoli 51
3. Inter 40
4. Milan 36
5. Atalanta 35
6. Roma 35
7. Lazio 35
8. Sampdoria 33
9. Torino 31
10. Fiorentina 31
11. Sassuolo 30
12. Parma 29
13. Genoa 24
14. Spal 22
15. Cagliari 21
16. Udinese 19
17. Empoli 18
18. Bologna 17
19. Frosinone 13
20. Chievo 9 (3 punti di penalizzazione)

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Foto: bolognafc.it