Simone inguaia ancora di più Pippo: Bologna-Lazio 0-2

Simone inguaia ancora di più Pippo: Bologna-Lazio 0-2

Andiamo a rivivere, attraverso la cronaca, le pagelle e gli highlights di ogni partita, la stagione del Bologna che si è appena conclusa. Proseguiamo con Bologna-Lazio, 18^ giornata del campionato di Serie A, giocata martedì 26 dicembre 2018.

LA CRONACA (di Simone Minghinelli)

A 47 anni di distanza dall’ultima volta (era il 26 dicembre 1971), l’Italia calcistica torna in campo per il Boxing Day. E per la prima volta tra i professionisti, i fratelli Inzaghi si sfidano da allenatori. È Lazio contro Bologna e c’è il Dall’Ara a fare da cornice a questo strano ed emozionante evento, come lo ha definito Pippo, che nel suo consueto 3-5-2 cambia qualche interprete rispetto alla gara di Parma: Poli al posto di Dzemaili (pestone al piede sinistro) a centrocampo, Krejci per Mbaye sulla corsia mancina e Okwonkwo, non Palacio, a fare coppia con Santander in avanti. Sul versante opposto Simone risponde in maniera quasi speculare, con Correa mezzala e Luis Alberto trequartista alle spalle di Caicedo, preferito all’acciaccato Immobile.
Il match si sviluppa in maniera piuttosto equilibrata, e in avvio le occasioni da gol si equivalgono: al 7’ volée di Mattiello che sfila a lato del palo, al 13’ sassata di Luis Alberto che Skorupski manda sopra la traversa con la punta delle dita, al 14’ rasoiata di Santander bloccata da Strakosha, e al 15’ colpo di testa alto di Marusic su lancio di Milinkovic-Savic. In seguito, tra il 20’ e il 23’, le due migliori azioni di marca rossoblù, una giostrata da Poli che genera un tiro a giro senza precisione di Okwonkwo e l’altra da Svanberg che porta ad una rasoiata dello stesso Poli trattenuta in due tempi da Strakosha.
Per rompere l’equilibrio sembra quindi necessario un episodio, e a pescarlo sono i biancocelesti al 30’: corner calciato col contagiri da Luis Alberto e incornata vincente di Luiz Felipe, che trova l’angolino basso alla destra di Skorupski. Da quel momento fino all’intervallo la Lazio, tonificata dal vantaggio, prende in mano le redini dell’incontro e inizia a nascondere la sfera agli avversari, che al 41’ rischiano di capitolare per via di una sanguinosa palla regalata da Okwonkwo a Correa, il cui destro dal limite scalda nuovamente i guantoni del portiere polacco. Il primo tempo, dopo una piccola polemica per un presunto sgambetto in area di Marusic su Helander, si conclude così con gli ospiti avanti di misura.
Nella ripresa il Bologna prova in qualche modo a reagire ma la pericolosità offensiva della squadra, a secco di vittorie dal 30 settembre, è pari a zero, e neanche gli inserimenti ‒ tardivi ‒ di Orsolini, Palacio e Destro modificano più di tanto la situazione. Anzi, sono i capitolini a sfiorare il raddoppio, al 20’ con una staffilata del neo entrato Immobile murata col corpo da Danilo e al 25’ con un’inzuccata troppo centrale di Milinkovic-Savic su assist di Lulic. Strakosha, invece, viene chiamato in causa solo al 28’ da Orsolini, che gira debolmente di testa un cross di Calabresi e fa solo il solletico all’estremo difensore laziale.
E allora, pochi istanti prima del recupero, un altro perfetto angolo di Luis Alberto trova prima la spizzata del solito Luiz Felipe e subito dopo il tap-in nel sacco di Lulic, che chiude i conti sul 2-0 e fa esplodere la rabbia dei tifosi rossoblù. Dagli spalti piovono fischi e cori di contestazione, perché settimana dopo settimana la retrocessione, da inquietante incubo, sta assumendo i contorni di un terrificante spettro. Arrivati a questo punto, per far sì che non diventi una devastante realtà, viene da chiedersi se sia sufficiente intervenire in maniera corposa sul mercato di gennaio, o se non sia anche il caso di cambiare un allenatore che, pur con un materiale modesto a disposizione, ha purtroppo dimostrato di non essere all’altezza del compito che gli è stato assegnato.

IL TABELLINO

BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello (16’ st Orsolini), Poli (37’ st Destro), Nagy, Svanberg, Krejci; Okwonkwo (20’ st Palacio), Santander.
A disp.: Da Costa, Santurro, De Maio, Dijks, Gonzalez, Mbaye, Paz, Donsah, Pulgar.
All.: Inzaghi F.

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; L. Felipe, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic-Savic (27’ st Lukaku), L. Leiva, Correa (22’ st Parolo), Lulic; L. Alberto; Caicedo (16’ st Immobile).
A disp.: Guerrieri, Proto, Bastos, Patric, Wallace, Badelj, Cataldi, Murgia.
All.: Inzaghi S.

Arbitro: Pairetto di Nichelino
Ammoniti: 45’ pt Calabresi (B), 36’ st Palacio (B)
Espulsi:
Marcatori: 30’ pt L. Felipe (L), 44’ st Lulic (L)
Recupero: 0’ pt, 3’ st
Note: 19.230 spettatori (di cui 13.708 abbonati)

LE PAGELLE (di Luca Baccolini)

Skorupski s.v. – Due gol presi su calcio piazzato, indipendenti dalla sua reattività e dal suo posizionamento.

Calabresi 5 – Un’ammonizione di nervi (tesi) e una partita in cui si fa travolgere dalla mediocrità generale.
Danilo 5 – Passeggia qua e là, senza dar prova di dirigere a dovere il reparto. In qualità di leader della difesa, i due gol da palla inattiva lo chiamano in causa per responsabilità indiretta.
Helander 5 – Si fa mangiare in testa da Luiz Felipe, e non solo in occasione del gol. Quando Skorupski lo serve per cominciare l’azione ci si commuove per l’ottimismo del portiere.

Mattiello 5 – Inadeguato al ruolo di cursore offensivo, quasi meglio in difesa. Ed è tutto dire.
Svanberg 5 – Una sola giocata di qualità. Il resto è un piattume in linea con la tendenza generale.
Nagy 5 – Uno scialbore disarmante. In regia non ci si può presentare così smilzi e fisicamente inconsistenti.
Poli 5 – Nessun mordente nell’azione, in ritardo nelle palle fondamentali, nullo nella fase propositiva.
Krejci 4 – La dormita sul 2-0 di Lulic è solo il coronamento negativo di una partita insulsa, che ci fa chiedere, allibiti, cos’abbia visto Bigon per portarlo in Italia e propinarcelo per tre anni di fila.

Okwonwko 4 – Tanto fumo e zero arrosto, ma almeno nella prima mezzora mostra di avere più voglia dei compagni.
Santander 4 – Gioca talmente indietro che è quasi inutile chiedergli di proporre qualcosa in attacco. Lo schema ‘lancio lungo per Santander’ viene smascherato subito.

Orsolini (16’ st) 5,5 – Nessuna influenza positiva sulla partita. La carta del jolly subentrante è ormai sbiadita.
Palacio (20’ st) 5,5 – Solo dopo un po’ di minuti ci si accorge del suo ingresso in campo
Destro (37’ st) s.v. – Il solito cameo di 9 minuti scarsi, che ormai pare solo un insulto, se non fosse che guadagna quasi 2 milioni a stagione e quindi l’insulto è solo rivolto a noi che guardiamo.

Inzaghi 4 – Chissà se dopo un girone quasi completo avrà ancora il coraggio di tirare in ballo: a) il gruppo nuovo che deve conoscersi; b) la crescita graduale, che vede solo lui; c) le partite che restano per recuperare. Il suo ciclo, mai iniziato, è già finito, senza aver lasciato la minima traccia di gioco. Mai così tante partite senza vittorie dal 2004-2005, anno della penultima retrocessione.

Arbitro Pairetto e assistenti 5 – Il primo tempo finisce addirittura con diversi secondi d’anticipo. Tra falli fischiati e ammonizioni, il metro di giudizio del direttore di gara non è propriamente equo.

GLI HIGHLIGHTS

LA CLASSIFICA 

1. Juventus 50
2. Napoli 41
3. Inter 36
4. Lazio 31
5. Sampdoria 29
6. Milan 28
7. Roma 27
8. Torino 26
9. Atalanta 25
10. Sassuolo 25
11. Parma 25
12. Fiorentina 25
13. Cagliari 20
14. Genoa 19
15. Spal 17
16. Empoli 16
17. Udinese 15
18. Bologna 13
19. Frosinone 10
20. Chievo 5 (3 punti di penalizzazione)

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