Il Bologna esce dal mercato più forte, come sempre il campo sarà giudice supremo

Altro che vacanze, tutto il Bologna dovrebbe andare in ritiro. Non è così che si fa calcio

Chissà se Saputo ha visto questa partita e quali pensieri gli sono passati per la mente. Di sicuro io mi sono vergognato, perché c’è un limite a tutto, e un Bologna tanto indecente non lo vedevo da tempo. Magari nei prossimi giorni ascolteremo e leggeremo sempre i soliti discorsi: quelli che la squadra deve crescere, quelli che la squadra è giovane, quelli che la squadra è in pari con i propositi di partenza, tutte queste fandonie che servono per dare aria alla bocca e a cui crede solo quella parte della città che ormai è abituata a vivere più di bassi che di alti e si accontenta di poco, pochissimo. Nei panni di un dirigente rossoblù mi vergognerei a presentare uno spettacolo tanto desolante. Pensate, siamo stati messi sotto da un Torino fresco di cambio in panchina, pieno di assenze (compreso Belotti) e che aveva giocato solo due giorni prima in Coppa Italia. Ecco perché non posso accettare il solito disco. Avrebbero fatto meglio a stare zitti tutti, oggi.
Se io fossi in Saputo manderei tutti in ritiro per sette giorni, ma non solo il tecnico e i giocatori, anche il governo. Qualcuno potrebbe ribattere che non si può, bene, allora cinquantamila euro di multa a tutti per aver portato a passeggio in modo così sprezzante il nome del club. Perché un conto è giocare male, un conto è non giocare, non essere mai dentro la partita dal primo minuto all’ultimo. Sono durissimo, me ne accorgo, e adesso si dirà che Beneforti non vuole bene al Bologna: le solite fregnacce, ma io scrivo del Bologna dal 1989 e gli voglio bene molto più di quelli che nascondono la verità, di quei camerieri che dicono sempre sì e si mettono al servizio di quelli che contano. Scrivere la verità non vuol dire essere contro il Bologna, ma è un modo per farlo crescere, perché il tutto va bene madama la marchesa non ha mai pagato e non pagherà mai.
Ora i soliti noti scriveranno che è tutta colpa di Donadoni. Attenzione, Donadoni ha colpe importanti, perché quando una squadra offre una prestazione pari a quella odierna dei rossoblù è come se l’allenatore non l’avesse, ma dare a lui tutte le responsabilità vorrebbe dire non capire fino in fondo quella che è la realtà. Saputo è ormai abituato a perdere, perde sia a Montreal che a Bologna, ma una buona volta si sveglierà per chiedere conto di quello che sta succedendo? Perché non mi sembra che i suoi investimenti stiano portando quei risultati che lui stesso sperava. Per fortuna, ancora una volta, ci sono tre o quattro formazioni che procedono come lumache, altrimenti dovremmo cominciare a guardare quello che succede alle nostre spalle. Alla ripresa del campionato arriverà al Dall’Ara il Benevento: non voglio dire niente, è vero che al peggio non c’è mai fine, ma c’è da sperare che il fondo sia stato toccato oggi a Torino.
Tra i dirigenti, come spesso accade quando si perde e straperde, ha parlato Bigon, l’uomo pagato per mettere la faccia di fronte alle disfatte. Non mi sembra però che qualcuno del Bologna abbia chiesto scusa alla piazza per questa nuova figuraccia, se fosse avvenuto sarebbe stata almeno una mano tesa nei confronti di quei tifosi che di prima mattina si sono presentati a Torino con la speranza di vedere un Bologna che gioca, e che invece hanno visto all’opera una squadra che con la testa e con le gambe era già in vacanza. Ancora una volta non succederà niente, ma non è certo questo il modo di fare calcio.

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