Bigon:

Bigon ha tutte le qualità per fare bene, ma non sono ammesse invasioni

Bigon è già al lavoro, prima a Montreal e poi a Casteldebole ha già incontrato sia la parte amministrativa che quella tecnica del Bologna, e con i suoi tre collaboratori ha buttato giù la prima lista di nomi sui quali puntare. All’inizio della prossima settimana sarà presentato, ma non aspettiamoci da lui alcuna rivelazione, perché già è schivo e riservato di suo, figuriamoci in tempi di mercato, quando se potesse nasconderebbe anche a se stesso le operazioni da effettuare.
Fenucci ha parlato di cinque acquisti, e il numero è giusto, legittimo, in base a quelle che sono le necessità di Donadoni, ma più che il numero sarà importante la qualità, perché solo se acquisti giocatori di qualità puoi migliorare in classifica. Meglio un giocatore in meno che uno in più, l’importante è che chi arriva sappia essere determinante sul campo. Che poi è l’idea che abita nella testa dell’allenatore, il quale non ha chiesto rivoluzioni ma solo uomini capaci di alzare lo spessore tecnico della sua squadra.
Tra l’altro il fatto che il mister abbia dato indicazioni piuttosto ‘larghe’ consentirà a Bigon di lavorare meglio. In pratica, Donadoni ha fatto sapere al suo nuovo direttore sportivo che il sistema di gioco sarà figlio delle occasioni che il mercato offrirà: se ci sarà la possibilità di prendere una seconda punta forte avanti con il 3-5-2, se invece sarà più semplice arrivare ad un trequartista spazio al 4-3-1-2. E via di questo passo.
Gabbiadini è l’obiettivo dichiarato, ma ad oggi il suo sbarco sotto le Due Torri è molto difficile. Perché il Napoli sarebbe anche pronto a mettersi a sedere attorno a un tavolo con il Bologna per discutere di uno scambio Gabbiadini-Diawara con aggiunta in denaro in favore degli azzurri, ma in particolare Silvio Pagliari, agente dell’attaccante, ha altre idee. Preferirebbe portare il suo assistito in Premier League o almeno in Bundesliga, alla luce del fatto che fin qui nessuna squadra italiana da scudetto lo ha messo nel mirino. Perché per il Bologna è dura far quadrare il cerchio, ma in Italia non c’è ad oggi un club pronto ad assicurare al centravanti di Calcinate quei 2,5 milioni di ingaggio che sarebbe pronti ad offrirgli lo Stoke City e il Wolfsburg.
Ora, se il Bologna fa sapere che Gabbiadini è al momento fuori mercato dice la verità, ma se di contro sostiene che non è interessato al giocatore racconta il falso, basta chiedere qualcosa al Napoli e allo stesso Pagliari riguardo alle telefonate fatte negli ultimi mesi. Sia quando ballava Corvino, sia adesso quando sta per iniziare a ballare Bigon, che mollerà la presa solo quando capirà che Gabbiadini è realmente irraggiungibile. Il discorso è questo: se nel giro di due-tre settimane non arriveranno squadre importanti sul giocatore il Bologna almeno una piccola speranza potrà continuare a coltivarla, perché a quel punto Pagliari potrebbe anche aprirsi ai rossoblù, in caso contrario il discorso sarebbe chiuso e Bigon dovrebbe rassegnarsi, anche se a malincuore, apprezzando molto Gabbiadini.
Bigon avrà a disposizione dai 25 ai 30 milioni di euro come budget sul mercato, non sono tanti ma non sono neanche pochi. È chiaro che, come accaduto lo scorso anno, il Bologna porterà avanti operazioni con la formula del prestito con diritto di riscatto obbligato, ma siamo sicuri che alla fine il nuovo responsabile dell’area tecnica rossoblù farà un mercato che accontenterà Donadoni.
L’ex d.s. del Verona è una persona molto corretta, leale, e ha uno scouting di prim’ordine, da squadra importante, con il presidente che lo ha voluto perché smarcato da certi ‘partiti’. Nessuno deve metterlo in confronto con Corvino, e sarebbe anche sbagliato fargli pagare colpe non sue, avendo la qualità e la competenza per fare bene come ha fatto a Napoli. L’importante, però, è che non si faccia mettere i piedi in testa da nessuno, condividendo certo il lavoro con il governo di Casteldebole, ma non dimenticando mai che davanti a tutto e a tutti ci sono Saputo e il Bologna.

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