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De Maio, la Spal chiama

Bologna, devi provarci. Al di là dei risultati bisogna confermare la crescita

Più che una convinzione era una speranza, pensavo che il Bologna a Bergamo potesse fare risultato, anche perché l’Atalanta aveva giocato in Europa League tre giorni prima e le mancava Gomez. E fino a domenica, senza Gomez aveva sempre sofferto. Invece i padroni di casa hanno vinto ugualmente, dopo un primo tempo nel corso del quale i rossoblù avevano giocato come dovevano giocare. Alla fine la morale è stata questa: ha vinto la squadra più forte, perché l’Atalanta resta più forte del Bologna, e ha vinto l’allenatore che ha fatto le scelte più giuste dell’altro. O quantomeno che ha indovinato di più le scelte. Anche se non mi sento di condannare Donadoni, che ad un certo punto ha deciso di mettersi a tre dietro. Va anche detto che i giocatori entrati nell’Atalanta sono stati molto più costruttivi di quelli entrati nel Bologna. Non sapremo mai cosa sarebbe successo se dopo il vantaggio dell’Atalanta i felsinei non avessero perso Palacio per infortunio e successivamente Gonzalez per espulsione, ma di sicuro qualcosa in più avrebbero combinato. Nonostante rimanga da capire perché nel secondo tempo i ragazzi di Gasperini abbiano corso di più del Bologna, come se fosse stato il Bologna ad aver giocato il giovedì.
L’ho già detto, in un risultato positivo ci contavo, ma perdere contro questa Atalanta ci sta. Anche perché il Bologna non ha ancora lo spessore per stare dov’è: mi sbaglierò, ma continuo a credere che la rosa attuale valga l’undicesimo-dodicesimo posto. Perché chi pensava che questa squadra potesse addirittura ambire all’Europa non si nutriva di un sano realismo. Certo, la squadra è cresciuta rispetto allo scorso anno, ma l’ha fatta crescere Palacio, che là davanti ha fatto la guerra con tutti, a differenza di Destro che spesso lasciava i suoi compagni in dieci uomini. E se ora si prendono meno gol è perché Pulgar svolge la fase di non possesso meglio di come la svolgeva Viviani, più geometrico e meno intenditore, con la conseguenza che la retroguardia non veniva protetta a dovere.
Il Bologna di oggi ha le potenzialità per albergare tra la facciata sinistra e quella destra della classifica, ma potrà riuscirci solo se Destro si darà una mossa, considerando che resta il giocatore del Bologna più amico del gol. E il buon Mattia se la darà una mossa? Comincio a dubitarne, e lo dico con grande dispiacere, perché quando arrivò feci festa, convinto com’ero che il club avesse acquistato un centravanti molto importante. Certo è che nel caso in cui Destro non intuisse quanto è importante seguire Palacio, vorrebbe dire che non ha capito nulla. Perché è vero che il suo conto in banca può già vantare tanti zeri, ma nessuno a quel punto crederebbe più in lui. Ecco il motivo per cui tutti si aspettano una sua reazione, perché il Destro vero accanto a Palacio potrebbe davvero trascinare il Bologna nella top ten del campionato.
Domani sera si gioca contro la Lazio e sabato a Roma, ed è evidente come l’emergenza finisca per abbassare i sogni di gloria rossoblù, ma pur ammettendo che mi interessa vincere tra due domeniche contro il Crotone confido in due prestazioni importanti. Poi venga quel che venga, ma la gente di Bologna merita di rivedere all’opera la squadra che ha fermato l’Inter. Non so se basterebbe per fermare le romane, ma di sicuro sarebbe un segnale di crescita. Il risultato è sempre importante, ovvio, ma per come è messo ora il Bologna sarebbe più importante dimostrare di esserci, di saper stare in campo e creare qualche affanno a quelle squadre che hanno un diverso spessore. Già, se il Bologna confermasse di fronte a Lazio e Roma di assomigliare a quello del primo anno di Donadoni e non a quella della passata stagione, vorrebbe dire che i giocatori hanno capito la lezione e che di conseguenza il salto di qualità potrebbe essere dietro l’angolo.

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