Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Il Bologna segua Donadoni, è un asso come psicologo

Il Bologna segua Donadoni, è un asso come psicologo

Un altro esame di maturità, dopo quello di Reggio Emilia, superato anche se non a pieni voti. Sabato a Genova il Bologna dovrà di nuovo evidenziare di non essere più quello del campionato passato, quando alternava con troppa regolarità luci e ombre. È vero, se con il Sassuolo ha anche sofferto, soprattutto nella prima parte, è perché conosceva poco i movimenti del 5-3-2. E questo è un sistema di gioco che, se non interpreti bene, rischi seriamente o di scoprirti troppo dietro o di non essere mai pericoloso davanti. Inoltre, almeno uno dei tre centrali difensivi dovrebbe essere bravo nella costruzione bassa, e a dire la verità nessuno fra De Maio, Gonzalez ed Helander ha piedi dolci. Di conseguenza, quando l’azione parte male, è difficile che si concluda bene, specialmente se in attacco non hai Di Francesco e Verdi non attraversa una giornata felice.
Ecco, c’è da essere soddisfatti dell’atteggiamento, su questo piano il Bologna c’è stato, dando continuità a quello che aveva fatto nelle giornate precedenti. E l’atteggiamento è il miglior sistema di gioco che una squadra può avere, perché se hai i concetti giusti nella testa puoi portare avanti qualsiasi modulo, in caso contrario non c’è disposizione tattica che tenga. Nel senso che tutti i sistemi di gioco sembrano sbagliati. Sabato sera al Ferraris, in quello stadio che il Genoa sa accendere in un attimo non appena compie una giocata sufficiente, l’atteggiamento sarà fondamentale. E c’è da sperare che i felsinei non gonfino il petto per il bellissimo pareggio con l’Inter e per la vittoria con il Sassuolo, perché se così fosse la notte di Marassi rischierebbe di finire male. Ora, è vero che la panchina di Juric traballa, ed è anche vero che i liguri sono in difficoltà, ma attenzione, se andiamo a rivedere le ultime due sconfitte possiamo accorgerci come non meritassero di perdere contro la Lazio in casa e soprattutto a San Siro sponda nerazzurra. Al tecnico croato mancheranno gli squalificati Taarabt e Omeonga, e forse anche Veloso e Laxalt, ma state sicuri che chiunque andrà in campo creerà problemi al Bologna, se il Bologna non sarà quello che ha affrontato l’Inter.
Dopo il funerale post Cittadella, adesso in città è esploso l’entusiasmo. Come sempre accade, nel calcio le vie di mezzo non esistono: o si vola in paradiso o si sprofonda all’inferno. Non è così, quell’equilibrio che serve sempre in campo è consigliabile che venga usato anche nei giudizi. Questo è un Bologna che evidenzia segnali di crescita rispetto all’anno passato, ma nel quale nessuno è diventato improvvisamente fenomeno. La rosa attuale ha le potenzialità per arrivare tra il decimo e il tredicesimo posto, ma per riuscirci ha solo una strada da percorrere, ovvero quella che ha battuto contro il Napoli, per certi versi a Firenze, alla grande contro l’Inter e in parte anche a Reggio Emilia. Perché appena crederà di essere al di là del guado, state certi che sarà subito respinto.
Il Bologna è una squadra giovane, che ha bisogno di essere incoraggiata ma anche pungolata. Quando Donadoni finisce quasi per criticare Okwonkwo dopo che il ragazzo nigeriano gli ha regalato il gol della vittoria al Mapei Stadium, va capito. Perché i ragazzi devi sempre tenerli sulle spine nel momento in cui fanno bene, è quando fanno male che devi abbracciarli e dargli sicurezza. L’allenatore di Cisano potrà anche sbagliare una marcatura, e ammettiamo che la sua scelta di schierare un 3-5-2 non ci ha convinto molto, ma sotto il profilo della mentalità e dell’insegnamento è un fuoriclasse: se i giocatori sapranno seguirlo, l’approccio non lo sbaglieranno mai. E con l’equilibrio che c’è tra le squadre che albergano nella facciata destra della classifica, avere l’atteggiamento giusto significa partire con un gol di vantaggio.

© Riproduzione Riservata